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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
02/10/2015, 18:39

spalla, lussazione, intervento, chirurgia,



Chirurgia-della-spalla,-quasi-un-terzo-dei-pazienti-torna-sotto-i-ferri


 È elevata la percentuale di fallimenti del trattamento chirurgico di varie condizioni patologiche a carico della spalla...



È elevata la percentuale di fallimenti del trattamento chirurgico di varie condizioni patologiche a carico della spalla, quali instabilità dell’articolazione gleno-omerale, patologia della cuffia dei rotatori, patologia del capo lungo del bicipite e artrosi gleno-omerale. Soprattutto in caso di protesi di spalla. 
«Le cause che determinano la necessità di un intervento cosiddetto "secondario" sono il dolore e l’impotenza funzionale», spiega il chirurgo ortopedico Andrea Grasso, chairman insieme al collega Giuseppe Milano del primo Meeting biennale sulla gestione dei fallimenti in chirurgia della spalla, in corso a Roma, che riunisce i chirurghi ortopedici della European Shoulder Associates (ESA/ESSKA). «Infatti, è unicamente a causa di uno di questi due problemi che il paziente torna dal medico per sottoporsi ad un nuovo intervento. Esiste poi una quota di pazienti, invece, che richiede un intervento secondario per complicanze come le infezioni». 
Chirurgia ortopedica ad alto rischio di fallimento? Quanti sono gli interventi non riusciti sul totale di quelli eseguiti? «Dipende dalla patologia», precisa Grasso. «Nel caso delle lussazioni le percentuali sono variabili. Per esempio, se un ragazzo che si opera perché la sua spalla esce e ritorna alla nostra osservazione mesi o anni dopo l’intervento, è perché la sua spalla si è nuovamente lussata o sub-lussata. La percentuale è una variabile che dipenden dall’età. Basti pensare che il trattamento artroscopico, sotto i 20 anni ha una percentuale di insuccesso intorno al 15%, mentre sopra i 25 si dimezza e arriva al 7%». 
Le cause? Diverse, alcune riferibili al paziente, quando non osserva le precauzioni post-operatorie e non osserva il protocollo rieducativo. Altri interventi sono dovuti a comportamenti del paziente che ha messo sotto stress o ha danneggiato la cicatrice che si stava formando a livello dei tendini o dei legamenti operati. Per mantenere un buon risultato nel tempo è, invece, fondamentale mantenere un buon trofismo della muscolatura, elemento fondamentale per contenere e proteggere l’articolazione.



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