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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
25/09/2015, 18:03

lesioni cerebrali, neurochirurgia, laser,



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 Sempre più diffuso l’impiego delle tecniche laser tra i neurochirurghi. A confermarlo ...



Sempre più diffuso l’impiego delle tecniche laser tra i neurochirurghi. A confermarlo è Michael Schulder, vicepresidente del Brain tumor Center Cushing Neuroscience Institute di New York, intervenuto al 15° Congresso mondiale di neurochirurgia di Roma.
«Negli ultimi dieci anni la tecnologia laser (LITT), grazie al miglioramento delle apparecchiature e l’uso di un monitoraggio costante dei cambiamenti di temperatura dell’encefalo in risonanza, si è diffusa sempre di più». Il primo ad applicarla a Parigi 6 anni fa è stato Alexander Carpentier e, da allora, l’uso dei laser si è diffuso in tutto il mondo come modalità terapeutica innovativa.
«Questa metodica – spiega Schulder – trova applicazione non solo nelle lesioni encefaliche profonde, ma anche in quelle più superficiali. Negli Stati Uniti e in parte nel resto del mondo la LITT viene utilizzata nel trattamento dell’epilessia refrattaria ai farmaci in alternativa alla neurochirurgia convenzionale, preservando funzioni di pensiero, memoria e linguaggio. La LITT è stata applicata in caso di metastasi cerebrali, tumori intracerebrali o lesioni intracraniche compressive, come i tumori dell’ipofisi, prevenendone la crescita. Ma può essere sperimentata anche nella neurochirurgia funzionale, per esempio nel trattamento del tremore essenziale nella malattia di Parkinson e nei disturbi psichiatrici».
Per il neurochirurgo americano il miglioramento della tecnologia strumentale e il monitoraggio continuo del paziente in sala operatoria mediante risonanza permetterà in futuro una sempre più vasta adozione di questa tecnica tra i neurochirurghi, peraltro sempre più richiesta al pari di altre metodiche meno invasive dai pazienti e dalle loro stesse famiglie. 



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