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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
11/09/2015, 11:31

dolcificanti artificiali, diabete, intolleranza al glucosio,



I-dolcificanti-artificiali-modificano-il-microbiota-intestinale-favorendo-lo-sviluppo-di-diabete


 Uno studio condotto dall’immunologo Jotham Suez, ha evidenziato una correlazione significativa tra l’abuso di alimenti contenenti dolcificanti/edulcoranti artificiali sviluppo di intolleranza al glucosio..



Sul capo dei dolcificanti artificiali incombe il sospetto di favorire lo sviluppo di diabete tipo 1. A sostenerlo è uno studio condotto dall’immunologo Jotham Suez del Wolfson Building for Biological Research (Israele) e pubblicato su Nature, che ha evidenziato una correlazione significativa tra l’abuso di alimenti contenenti dolcificanti/edulcoranti artificiali quali aspartame, saccarina e acesulfame K e lo sviluppo di intolleranza al glucosio, un fattore cruciale per lo sviluppo della malattia diabetica.nIl gruppo di ricercatori israeliani ha alimentato alcuni topi aggiungendo saccarina o aspartame alla normale dieta osservando un’alterazione del metabolismo degli animali, con aumento significativo dei livelli di glicemia fino a provocare una condizione di intolleranza al glucosio (prediabete). In uomini e animali la capacità di digerire ed estrarre energia dagli alimenti è determinata non solo dal sistema gastrointestinale attraverso gli enzimi digestivi, ma anche dall’attività di miliardi di microrganismi, costituiti da batteri e funghi (microbiota) che colonizzano l’intestino. Gli edulcoranti artificiali selezionano, di fatto, una popolazione batterica in grado di favorire un maggior assorbimento calorico e una maggiore conversione degli zuccheri in grassi che a lungo andare apre le porte allo sviluppo del diabete. Secondo Antonio Gasbarrini, ordinario di Gastroenterologia ed esperto del microbiota intestinale al Policlinico Gemelli di Roma, i dolcificanti sono in grado di modulare il microbiota alla stregua di altri alimenti, un vero e proprio organo con tre milioni di geni e oltre mille specie diverse di batteri in grado di scambiare informazioni con cervello, fegato e tessuto adiposo, oltre a possedere una potentissima attività metabolica e immunologica. La maggior parte di questi batteri si trova nel colon e nell’intestino tenue ed è nutrita soltanto dalle fibre indigeribili che assumiamo. Così se una dieta ricca di frutta, verdure e pesce come prevede la dieta mediterranea seleziona un microbiota "buono", tale da ridurre il rischio di carcinoma del colon retto (terza causa di morte per neoplasie) e di malattie infiammatorie intestinali come morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa, un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce invece la crescita di un microbiota "cattivo" con un ruolo principale nello sviluppo di numerose malattie: allergie alimentari, diverticoliti, malattie infiammatorie intestinali, carenze nutrizionali, obesità, diabete e carcinoma del colon retto.



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