SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/09/2015, 11:52

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Alimentazione-scorretta-e-obesità-aumentano-la-sensibilità-al-dolore


 Nei soggetti obesi l’aumento della sensibilità agli stimoli dolorosi è riconducibile a una dieta poco salutare.



Nei soggetti obesi l’aumento della sensibilità agli stimoli dolorosi è riconducibile a una dieta poco salutare. È questo il risultato di uno studio americano sulla correlazione tra dieta, massa grassa e dolore presentato al 9° Congresso della Federazione europea di medicina del dolore Efic 2015 di Vienna. «L’indice di massa corporea (BMI), le abitudini nutrizionali e la sensibilità al dolore sono tra di loro strettamente interdipendenti», afferma Charles Emery dell’Università Columbus dell’Ohio. «In particolare, le persone con elevato BMI che consumano regolarmente cibi a basso contenuto di fibre rischiano di soffrire di dolori con una frequenza maggiore rispetto ai soggetti normopeso». Per scoprirlo i ricercatori statunitensi hanno esaminato un centinaio di soggetti adulti con un valore medio di BMI superiore a 30 (da 30 a 34,9 obesità di 1° grado, da 35 a 39,9 obesità di secondo grado, da 40 in su obesità di 3° grado), ai quali è stato valutato anche l’apporto alimentare mediante l’Health Eating Index (HEI) in grado di misurare la qualità della dieta attraverso un questionario a punti: coloro che non consumano abitualmente cibi salutari e dotati di azione antinfiammatoria, contenenti per esempio un’alta concentrazione di sostanze antiossidanti e bassi livelli di acidi grassi saturi, presentano un punteggio HEI elevato e una sensibilità al dolore tanto maggiore quanto più alto è il valore di BMI. Un risultato, dunque, che confermerebbe come diversi parametri ematici e la sintesi di proteine mediatrici di infiammazione come le citochine dipendano anche dalla dieta: sovrappeso e obesità possono così indurre e sostenere i processi infiammatori cronici dell’organismo aumentando la sensibilità al dolore. «Inoltre, la correlazione tra dieta e dolore - conclude Emery - non dipende dalla presenza di artrite o gonalgia (dolore articolare) o dall’uso di farmaci analgesici, ma dalla scelta di alimenti più o meno salutari per la nostra stessa salute»


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