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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/08/2015, 11:00

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Allergia-al-polline,-in-generale-meglio-evitare-frutta-e-verdura-crude


 In estate le persone allergiche ai pollini devono limitare, per quanto possibile, il consumo di frutta e verdura crude per l’elevato rischio...



In estate le persone allergiche ai pollini devono limitare, per quanto possibile, il consumo di frutta e verdura crude per l’elevato rischio di reazioni allergiche che possono variare dall’intenso pizzicore alla bocca all’edema del cavo orale, talvolta anche della glottide con senso di soffocamento.
A sottolinearlo è una campagna d’informazione messa a punto dagli esperti dell’Ospedale Sant’Anna di Como. La campagna è promossa dall’Accademia europea di allergologia e immunologia clinica (Eaaci), alla quale partecipa anche il Servizio di Allergologia del Sant’Anna.
«L’allergia alla frutta fresca o ai vegetali - spiega Marina Russello, allergologa dell’Ospedale Sant’Anna - è correlata con estrema frequenza all’allergia ai pollini e pertanto viene spesso riscontrata nel soggetto adulto, affetto da rinite allergica. Il paziente allergico si trova in questo momento dell’anno a dover rinunciare a tali prodotti per una serie di fastidiosi sintomi che compaiono mangiando certi alimenti.
«Alcuni allergeni del mondo vegetale - aggiunge il clinico comasco - sono molto simili strutturalmente ad allergeni della frutta, per cui il sistema immunitario riconosce entrambi come estranei, causando poi questi sintomi che per molti sono incomprensibili».  
Si potrebbe risolvere il problema trattando il frutto o la verdura con limone o con una breve cottura, in questo modo la molecola allergizzante viene alterata diventando innocua.
Ma questo non è sempre valido. «I frutti - prosegue Russello - contengono anche proteine che non vengono alterate né dalla cottura né dalla digestione gastrica con il rischio di causare gravi reazioni, anche anafilattiche, nel soggetto che a tali proteine è sensibilizzato. Un esempio caratteristico, soprattutto nella popolazione mediterranea, è l’allergia alla pesca». 
Pertanto, rimane di fondamentale importanza sottoporsi a test specifici per una corretta diagnosi delle allergie alimentari al fine di evitare di rinunciare inutilmente ad alcuni alimenti e al contrario per eliminare quelli che potrebbero provocare reazioni allergiche. 



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