SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
03/07/2015, 16:46

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 Utilizzano Internet come principale fonte di informazione sulla propria malattia, la maggior parte di loro ...



Utilizzano Internet come principale fonte di informazione sulla propria malattia, la maggior parte di loro è sovrappeso od obesa, sono pensionati e praticano regolarmente una qualche forma di attività fisica, che consiste per lo più in una camminata di 20 minuti. Sono questi solo alcuni dei dati emersi dall’indagine Diabetes Monitor sulle persone con diabete in Italia, giunto alla quinta edizione, realizzato da MediPragma in collaborazione con Università di Roma "Tor Vergata" e Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation. Rispetto all’indagine del 2013 il ruolo dei medici come fonte di informazione si è ridimensionato a vantaggio delle fonti non mediche: cresce infatti il peso di Internet (dal 31,9 al 70,9%), ma anche delle associazioni pazienti (dall’11,2 al 69,9%). 
«La pratica dell’e-health è sempre più diffusa in Italia e anche le persone con diabete dichiarano di far largo uso delle nuove tecnologie per informarsi su tutto ciò che ruota intorno alla loro malattia» afferma Simona Frontoni, presidente del comitato scientifico Ibdo Foundation. 
«La rilevazione inoltre - spiega Lucio Corsaro, direttore generale MediPragma - evidenzia come le associazioni, ad oggi, giochino un ruolo cruciale per acquisire consapevolezza verso la malattia da parte delle persone con diabete con un impatto determinante nell’aiutarle a raggiungere e mantenere i propri obiettivi terapeutici». 
«Le associazioni - aggiunge Frontoni - sono diventate un punto di riferimento importante, grazie principalmente a un incremento dell’attivismo e ad un maggior riconoscimento del loro ruolo, probabilmente grazie al piano nazionale sulla malattia diabetica che pone la persona con diabete al centro del processo gestionale della malattia. Tutto questo però non dovrebbe far perdere di vista il ruolo fondamentale dei medici: l’educazione terapeutica e in particolare il dialogo con il team diabetologico sono necessari per gestire al meglio il diabete».
Un’ulteriore conferma che emerge dall’indagine riguarda il rapporto tra diabete e peso. Ben 8 diabetici su 10 non in cura con l’insulina, hanno un indice di massa corporea (IMC) superiore alla norma e nel 30% dei casi risulta obeso. Delle persone in trattamento con insulina 6 su 10 (60%) dichiarano di essere sovrappeso od obese, una su quattro (25%) è obesa. «Il rapporto tra diabete e obesità è noto da tempo» dichiara Paolo Sbraccia, presidente della Società italiana dell’obesità (Sio). «Quanto più una persona è sovrappeso, maggiore è il rischio che possa sviluppare il diabete. Se consideriamo che solo in Italia il 10% della popolazione è obesa e il 40% in sovrappeso, possiamo capire che cosa può riservarci il futuro. Un invito all’azione per riconoscere e trattare l’obesità è stato lanciato con la presentazione all’Expo 2015 della Milan Declaration, il documento siglato da tutte le associazioni scientifiche continentali e promosso da Sio e European Association for the Study of Obesity (Easo). Lo scopo è quello di sensibilizzare i governi e le autorità sovranazionali ad agire rapidamente per arginare quella che rimane una vera e propria epidemia».



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