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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
05/06/2015, 19:30

valvola aortica, sapien 3, cuore, ictus, malattie cardiache,



Bassa-mortalità-e-ridotto-rischio-di-ictus-con-la-nuova-valvola-aortica-Sapien-3


 L’mpianto della valvola aortica Sapien 3 con la tecnica Tavi (per via trancatetere) con accesso transfemorale...



Tasso di sopravvivenza a un anno dall’intervento del 91,6% e bassa incidenza di ictus disabilitante (1,1%) e di passaggio di sangue ai lati anziché all’interno della protesi valvolare (2%) in grado di creare turbolenze nel normale flusso ematico (leak paravalvolare). Sono questi i risultati dell’impianto della valvola aortica Sapien 3 con la tecnica Tavi (per via trancatetere) con accesso transfemorale sui primi pazienti europei ad alto rischio presentati all’EuroPCR 2015 di Parigi, uno dei più importanti congressi di cardiologia europei.
«Il tasso di sopravvivenza nella coorte di pazienti sottoposta ad impianto valvolare aortico è il più alto misurato fino ad ora in uno studio multicentrico con Tavi. Questi risultati permettono quindi di stabilire un nuovo standard terapeutico per i pazienti ad alto rischio chirurgico per sostituzione della valvola aortica», spiega John Webb, direttore dell’Unità di cardiologia interventistica e dei laboratorio di cateterizzazione cardiaca dell’ospedale canadese St. Paul di Vancouver.
«I recenti risultati su Sapien 3 - aggiunge Sergio Berti, presidente della Società italiana di cardiologia invasiva (Gise) - confermano i dati evidenziati da un altro studio, il Partner, condotto sulla valvola Sapien di prima generazione con la Tavi: è una tecnica efficace, in termini di risultati clinici a distanza, al pari dell’intervento cardiochirurgico tradizionale nei pazienti ad alto rischio con stenosi aortica grave. Grazie alle innovazioni tecnologiche apportate alla valvola Sapien di terza generazione, possiamo aspettarci risultati ancora più soddisfacenti».
La valvola Sapien 3 è stata approvata in Europa nel gennaio 2014 per il trattamento di pazienti ad alto con stenosi aortica grave rischio e non operabili con la chirurgia tradizionale. 



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