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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
06/06/2015, 12:00

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A-Expo-Milano-2015-i-massimi-esperti-europei-dichiarano-guerra-allâobesità


 Easo Milan Declaration, un invito all’azione per riconoscere e trattare l’obesità vera e propria epidemia in tutti i paesi europei.



Presentata al padiglione dell’Unione Europea di Expo Milano da European association for the study of obesity (Easo), Società italiana dell’obesità (Sio) e Centro per lo studio e la ricerca sull’obesità (CSRO) dell’Università di Milano, l’Easo Milan Declaration, ovvero un invito all’azione per riconoscere e trattare l’obesità vera e propria epidemia in tutti i paesi europei.
Il quadro delineato al recente congresso europeo sull’obesità (Eco) è preoccupante: se il trend attuale non dovesse mutare, entro il 2030 in quasi tutti i paesi europei si assisterà ad un sostanziale aumento dell’incidenza di obesità. «Anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha recentemente lanciato un preoccupante allarme sull’epidemia dell’obesità» dichiara Paolo Sbraccia, presidente Sio. «Solo nel nostro paese il 10 per cento della popolazione è obeso e il 40 per cento in sovrappeso, ma basta guardare oltreoceano per rendersi conto di che cosa ci può attendere. Per esempio la stessa Oms prevede che in Italia, entro 15 anni, una donna su due sarà in sovrappeso e lo diventerà anche il 70% degli uomini, mentre l’obesità colpirà il 15% delle donne e il 20% degli uomini».
«È chiaro - aggiunge Gema Frühbeck del Centro spagnolo di ricerca biomedica in fisiopatologia dell’obesità e della nutrizione (CIBERobn) dell’Università di Navarra e past president Easo - che la gestione del peso deve giocare un ruolo di primo piano nella riduzione delle malattie e della mortalità delle popolazioni in Europa e in tutto il mondo. L’Easo è determinata a fornire guida e supporto ai governi allo scopo di promuovere e sostenere azioni che riducano l’impatto del sovrappeso patologico in Europa attraverso la prevenzione e la sua gestione. Occorre però uno sforzo più intenso ed efficace».
«L’obesità è la causa delle maggiori patologie cronico-degenerative» spiega Michele Carruba, past president Sio e direttore CSRO di Milano. «Ridurre di 1 punto percentuale il numero di persone obese può evitare da 1-3 milioni di casi di tumore, malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione tra i cittadini europei; se questa riduzione fosse del 5 per cento, i casi evitati sarebbero tra i 2 e i 9 milioni. Come è evidente, la riduzione della prevalenza dell’obesità in Italia può comportare enormi risparmi in termini di sostenibilità per il sistema sanitario. Un’operazione che sicuramente comporterà una spesa, ma i risparmi previsti sono tre volte superiori all’investimento effettuato». 



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