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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
29/05/2015, 17:36

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A-Roma-il-primo-focus-sul-diabete-di-tipo-1-nei-bambini-e-nei-giovani


 Sono 18 mila i bambini e gli adolescenti italiani colpiti da diabete di tipo 1, la forma più grave della malattia che...



Sono 18 mila, secondo la Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) i bambini e gli adolescenti italiani colpiti da diabete di tipo 1, la forma più grave della malattia che richiede la somministrazione di insulina 4-6 volte al giorno mediante iniezioni o l’impiego di microinfusore, assistiti da una rete di circa 60 centri di diabetologia pediatrica distribuiti sul territorio nazionale. Secondo il Ministero della salute sono circa 300 mila gli italiani giovani e adulti affetti da diabete di tipo 1. Proprio al diabete di tipo 1 e al diabete giovanile è stata dedicata, lo scorso 20 maggio, la prima edizione dell’Italian Barometer Diabetes Paediatric Forum di Roma, organizzata da Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Università di Roma "Tor Vergata" e Siedp, con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’European Public Health Association (Eupha).
«La popolazione giovanile con diabete di tipo 1 è in crescita, in particolare nella fascia d’età inferiore ai 6 anni: a circa il 30% di loro la malattia viene diagnosticata solo quando si manifesta la chetoacidosi, un disturbo metabolico causato dall’impossibilità dell’organismo di utilizzare il glucosio come fonte energetica (per mancanza di insulina) sostituito con i grassi», spiega Mohamad Maghnie, presidente Siedp.
Se è vero che nella stragrande maggioranza dei casi (93%) i giovani malati dichiarano che avere il diabete non ha mai causato loro imbarazzo, e che nel 95% dei casi pensano di non sentirsi quasi mai discriminati o limitati nelle proprie relazioni sociali e amicizie, un genitore su due (47%) ha dichiarato di aver dovuto interrompere il lavoro, mentre il 33% di loro ha riscontrato un impatto economico moderato-forte sul bilancio familiare a causa della malattia del proprio figlio. Sono solo alcuni dei dati, riferiti al nostro paese, che emergono dall’indagine internazionale DAWN Youth promossa da International Diabetes Federation (IDF) e International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (Ispad) su circa 7 mila bambini e ragazzi con diabete, loro genitori e operatori sanitari.
«Nel corso della vita, il diabete di tipo 1 ha un importante impatto sullo stato psicofisico della persona che ne soffre con marcato senso di disagio generale», afferma Antonio Nicolucci, presidente Data Analysis Center Ibdo Foundation e direttore scientifico del Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology (Core). Analizzando infatti i risultati sul diabete di tipo 1 emersi dallo studio DAWN2, condotto su adulti con diabete sotto l’egida di IDF, International Alliance of Patient’s Organizations (IAPO) e Steno Diabetes Center, quasi la metà delle persone (47%) evidenzia "distress emotivo" associato alla malattia, di cui l’8% soffre di depressione. 
«L’impatto negativo sugli aspetti psicosociali - aggiunge Nicolucci - è legato sia alla paura di subire episodi di ipoglicemia, molto presente nelle persone con diabete di tipo 1 (51%), sia ad esperienze di discriminazione sottolineate dal 12% degli intervistati, sia ad informazione non sempre adeguata: solo il 45% ha confermato di avere partecipato a programmi educativi».
«Per affrontare e vincere la sfida contro il diabete - conferma Renato Lauro, presidente IBDO Foundation e rettore emerito dell’Università di Roma "Tor Vergata" - è necessario conoscerne a fondo tutti gli aspetti della malattia e valutarli».



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