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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/09/2018, 12:24

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HDL:-crolla-il-mito-del-colesterolo-buono-che-quando-è-troppo-fa-male-al-cuore-


 Colesterolo buono? Si, ma senza eccedere...



Colesterolo buono? Si, ma senza eccedere. Uno studio americano presentato al Congresso della Società europea di cardiologia (ESC) di Monaco di Baviera in Germania, smonta il mito del colesterolo-HDL amico di cuore e arterie. «Tradizionalmente i medici dicono ai loro pazienti che più ce n’è meglio è. Ma i dati della nostra e di altre ricerche confermano che così non è », avverte Marc Allard-Ratick della Emory University School of Medicine di Atlanta, autore dello studio. Il suo gruppo ha scoperto che livelli molto elevati di HDL aumentano il rischio di attacchi cardiaci o morte per cause cardiovascolari: quando superano i 60 mg/dL nel sangue, il pericolo di infarti o decessi cresce del 50% circa rispetto a quando sono compresi fra 41 e 60 mg/dL. Un colesterolo buono, ma non sempre e non per tutti.
La sigla HDL sta per lipoproteine ad alta densità, considerate protettive (al contrario del colesterolo cattivo LDL, ovvero lipoproteine a bassa densità) perché incaricate di smaltire il colesterolo trasportandolo dal sangue e dalle pareti arteriose dei vasi al fegato, dove viene poi eliminato dall’organismo. Chi presenta bassi livelli di colesterolo HDL ha un rischio maggiore di aterosclerosi e patologie cardiovascolari, ma sugli effetti di livelli molto alti di HDL permanevano alcuni dubbi.
L’indagine presentata all’ESC 2018 è stata condotta analizzando la relazione fra i livelli di colesterolo HDL e rischio di infarto e morte in quasi 6 mila persone (5965, età media 63 anni, 35% donne), in gran parte cardiopatiche. I partecipanti sono stati divisi in 5 gruppi in base alle concentrazioni di HDL nel sangue: sotto 30 mg/dL, 31-40 mg/dL; 41-50 mg/dL; 51-60 mg/dL, oltre 60 mg/dL. Dopo averli seguiti per 4 anni, il 13% degli esaminati ha avuto un attacco di cuore o è morto per cause cardiovascolari.
Gli studiosi hanno calcolato che i pazienti con colesterolo HDL fra 41e 60 mg/dL erano quelli a rischio minore, mentre le probabilità di infarto/decesso risultavano aumentate sia fra chi aveva livelli bassi di HDL (sotto i 41 mg/dL) sia fra chi li aveva molto alti (sopra i 60 mg/dL). In quest’ultimo gruppo, il pericolo di attacco di cuore o morte cresceva appunto del 50% rispetto ai gruppi 41-60 mg/dL. Come dire: virtus stat in medio. 
Ma perché il colesterolo buono può diventare cattivo? Sebbene al momento la risposta sia sconosciuta, puntualizza l’esperto, una possibile spiegazione è che il colesterolo HDL estremamente elevato possa rappresentare un HDL "disfunzionale" che, invece di proteggere dalle patologie cardiovascolari, le può favorire.



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