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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/09/2018, 12:01

olio di cocco, grassi saturi, rischio cardiovascolare, colesterolo cattivo



Alimentazione:-olio-di-cocco-sotto-accusa-per-l’alto-contenuto-di-acidi-grassi-saturi


 Olio di cocco panacea di molti mali, dai capelli sfibrati al torpore mentale fino all’obesità..



Olio di cocco panacea di molti mali, dai capelli sfibrati al torpore mentale fino all’obesità. Ma dal mondo della scienza il responso (non unanime) è tutt’altro che lusinghiero: "veleno puro". Così lo ha definito Karin Michels, epidemiologa dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston in una recente conferenza sugli errori nutrizionali all’Università tedesca di Friburgo, dove l’esperta dirige l’Istituto per la prevenzione e l’epidemiologia dei tumori. Il suo discorso di 50 minuti è stato postato su YouTube facendo quasi un milione di visualizzazioni e rimbalzando sulla stampa internazionale.
L’esperta lancia un monito sulla sostanza definendola una delle cose peggiori che si possano mangiare, a causa dell’alta percentuale di grassi saturi ivi contenuti noti per aumentare i livelli di colesterolo cattivo LDL e, di conseguenza, il rischio cardiovascolare. Il discorso di Michels è critico sul movimento dei cosiddetti "superfood" e in particolare sulla moda dell’olio di cocco, che contiene per la precisione oltre l’80% di grassi saturi, più del doppio della quantità che si trova per esempio nel lardo.
A esprimere dubbi sulle proprietà dell’alimento era stata ancor prima l’American Heart Association (AHA) che l’anno scorso aveva esaminato le evidenze a tale riguardo. Mentre tre quarti del pubblico statunitense considerava l’olio di cocco salutare, la revisione ha evidenziato che solo il 37% dei nutrizionisti era d’accordo. "Poiché l’olio di cocco aumenta il colesterolo LDL e non si conoscono invece effetti positivi, ne sconsigliamo l’uso", era la conclusione dell’analisi.
Anche la British Nutrition Foundation, ribadendo l’assenza di prove scientifiche forti a sostegno dei benefici per la salute derivanti dal suo consumo, si è espressa spiegando che l’olio di cocco può essere incluso nella dieta, ma solo in piccole quantità dato che è ricco di grassi saturi e come parte di una dieta equilibrata.
L’ascesa delle vendite di olio di cocco è iniziata nei primi anni 2000, ricordano i media, sulla scia di due studi della Columbia University che hanno analizzato gli acidi grassi a catena media presenti nelle noci di cocco. Il risultato era stato che i partecipanti che avevano seguito la dieta a base di acidi grassi a catena media avevano bruciato grassi più rapidamente del gruppo di controllo.



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