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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
26/07/2018, 15:21

legionella, analisi microbiologiche



Legionella:-alle-porte-di-Milano-l’infezione-respiratoria-sotto-la-lente-degli-esperti


 In attesa dei risultati delle analisi microbiologiche avviate per capire l’origine del focolaio di legionella a Bresso..



In attesa dei risultati delle analisi microbiologiche avviate per capire l’origine del focolaio di legionella a Bresso, l’Agenzia di tutela della salute (ATS) Città metropolitana di Milano conferma in una nota che, con le ultime 4 nuove infezioni segnalate nel comune alle porte di Milano, il totale dei casi accertati nell’area è al momento salito a quota 24. Gli ultimi 4 contagi che si sono aggiunti al bilancio sono stati seguiti tutti dall’ospedale Niguarda di Milano, che ha accertato in totale 15 casi, mentre restano 9 i casi accertati complessivamente dall’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo. 
«A Bresso è stata messa in campo una task force con numerosi esperti ATS impegnati in un gran numero di campionamenti» sottolinea Oscar Di Marino, igienista esperto di prevenzione della legionellosi. «Fra i prelievi ha senso includere anche le torri di raffreddamento, oltre alle varie fonti di nebulizzazione dell’acqua e alle tubature negli appartamenti dei contagiati. Ci vuole tempo per le indagini, bisogna prendere i risultati, metterli sul tavolo, capire che legionella è quella che ha colpito i pazienti, mettere a confronto eventuali diverse tipologie e capire se la fonte è uguale per tutti».
Non sempre i casi gravi che arrivano in ospedale sono quelli che aiutano a raccogliere indizi determinanti, osserva. «I primi ad ammalarsi sono soggetti fragili - avverte l’esperto - ma altre persone possono vivere in un ambiente dove le acque sono contaminate e non contrarre la malattia». Il batterio può proliferare all’interno degli impianti idrico-sanitari delle abitazioni solo in determinate condizioni di temperatura (tra i 24 e i 45 gradi circa) e in presenza di accumuli e ristagni. Il contagio avviene tramite inalazione di goccioline di vapore acqueo, e non bevendo o consumando acqua e alimenti. A complicare le indagini c’è anche il tempo di latenza: dall’esposizione al batterio alla comparsa dei primi sintomi possono trascorrere dai 2 ai 10 giorni, e non è detto che il paziente si presenti subito in ospedale dove con un test si rileva la presenza di legionella.
Il batterio in sé non è neppure particolarmente contagioso, aggiunge lo specialista. Secondo gli ultimi dati sulla legionellosi in Italia, all’Istituto superiore di sanità (ISS) nel 2015 sono pervenute complessivamente 1569 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di legionellosi (1548 sono confermati e 21 probabili). Il 78% è stato notificato da 6 regioni, fra cui appunto la Lombardia che, afferma Di Marino, «è la regione che in assoluto ne diagnostica di più».
 



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