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SALUTE CHE FARE!

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
20/07/2018, 10:40

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 Sul filo del tormentone delle diete estive, da inaugurare prima della prova costume, arriva l’ultima novità in tema di dimagrimento..



Sul filo del tormentone delle diete estive, da inaugurare prima della prova costume, arriva l’ultima novità in tema di dimagrimento. Per un calo ponderale efficace e duraturo ora basta il "pensiero". E non si tratta di fantascienza, ma di scienza. 
Secondo uno studio dell’Università di Tubinga, in Germania, fornire alla mente alcune "istruzioni" per cambiare approccio rispetto al cibo durante i pasti può aiutare a ridurre l’introito di calorie. Incoraggiando i partecipanti a concentrarsi su diversi tipi di informazioni durante la pianificazione del pasto, i ricercatori hanno visto cambiare la dimensione delle porzioni nel piatto. Adottando un pensiero di tipo salutistico si sono così ottenuti risultati migliori rispetto al semplice concentrarsi sul piacere o sul desiderio di "riempire" lo stomaco. La ricerca è stata presentata a Bonita Springs, in Florida, durante il meeting annuale della Società per lo studio del comportamento alimentare (SSIB). 
«L’assunzione giornaliera di cibo dipende in gran parte dalle dimensioni delle porzioni che selezioniamo», spiega la team leader del gruppo di ricerca Stephanie Kullmann. «L’aumento dell’obesità a partire dagli anni Cinquanta è direttamente proporzionale all’aumento delle dimensioni delle porzioni. Stiamo scoprendo che il cambiamento di mentalità di un individuo durante la pianificazione pre-pasto riesce a far migliorare il controllo delle porzioni». 
In un recente studio, i ricercatori hanno appreso che le persone magre possono essere incoraggiate a fare scelte alimentari più sane adottando una "mentalità focalizzata sulla salute". Le scansioni cerebrali hanno mostrato come questo approccio possa innescare l’attività nella corteccia prefrontale, che è legata all’autocontrollo e alla pianificazione futura del pasto. Il loro ultimo lavoro dimostra, oggi, come un cambio di mentalità possa aiutare anche le persone in sovrappeso od obese. 
Alla ricerca ha partecipato un campione di persone variabile dalle normopeso alle obese, cui è stato chiesto di concentrare il pensiero sugli effetti che il cibo può avere sulla salute, sul piacere che ciò procura o sulla loro intenzione di rimanere sazi fino all’ora di cena, scegliendo al contempo le porzioni per il pranzo. Contestualmente il campione di controllo sceglieva la porzione del pranzo senza alcuna "istruzione" mentale. 
Ebbene, i partecipanti allo studio, a qualsiasi categoria di peso appartenessero, rispetto al gruppo di controllo hanno selezionato porzioni più piccole quando veniva chiesto loro di avere "pensieri salutistici". Al contrario, quelli che hanno concentrato il pensiero sul "riempimento dello stomaco" hanno preso porzioni più grandi. Anche quelli obesi che si sono concentrati sul senso di "piacere" hanno preso porzioni più grandi rispetto ai partecipanti normopeso. 
Una tendenza correlata ad una maggiore risposta in una regione del cervello che processa il gusto. Le persone obese concentrate sul senso di "pienezza" hanno invece mostrato una risposta del cervello attutita in quelle regioni che processano il senso di ricompensa e di regolazione fisiologica. «Questa influenza del pensiero sulle scelte alimentari prima di mangiare può contribuire al circolo vizioso che osserviamo nell’obesità», tiene a sottolineare Kullmann. «Concentrarsi sul piacere del cibo porta a prendere porzioni più grandi e ad aumentare le risposte del cervello alla ricompensa del cibo, mentre la sensazione di pienezza viene percepita come meno soddisfacente». 
Il messaggio incoraggiante che arriva dallo studio è che le persone di qualsiasi peso hanno tutte risposto positivamente a una "istruzione di tipo salutistico", ciò che suggerisce come questo approccio debba rientrare nelle strategie di gestione del peso corporeo. Altro suggerimento è che la pubblicità che propone i cibi sani come "gustosi" potrebbe essere controproducente, inducendo a un "pensiero di piacere" che, come dimostrato, porta le persone "oversize" a scegliere porzioni più grandi. 



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