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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
12/07/2018, 16:43

tiroide cronica, malattie autoimmuni, TCA, microbiota



Tiroidite,-microbiota-alterato-compromette-l’efficacia-della-terapia-con-levotiroxina


 La tiroidite cronica è la malattia autoimmune più frequente al mondo, causata da un processo infiammatorio..



La tiroidite cronica è la malattia autoimmune più frequente al mondo, causata da un processo infiammatorio che porta alla distruzione dei follicoli della tiroide. Dai dati dell’Istituto superiore di sanità (ISS) ne verrebbe colpito il 5-15% della popolazione femminile e l’1-5% della popolazione maschile.
L’ormone tiroideo regola numerose funzioni del metabolismo, tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo. La produzione di un’adeguata quantità di ormoni tiroidei è quindi indispensabile al normale accrescimento corporeo e allo sviluppo e alla maturazione dei vari apparati. La presenza di TCA è spesso associata ad altre malattie autoimmuni a carico dell’apparato gastro-intestinale come celiachia, morbo di Chron ecc.
«Tali condizioni, quando sono concomitanti, spesso hanno come radice comune proprio l’alterazione della flora batterica intestinale, nota come "microbiota"» spiega Andrea Giustina, ordinario di Endocrinologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. «I batteri che albergano nel nostro intestino sono utili a molteplici funzioni come il funzionamento del sistema immunitario, la regolazione delle energie, la scelta di alcuni nutrienti piuttosto che altri. Ma ancora poco esplorato è il ruolo delle oltre 1200 specie batteriche presenti nell’intestino sulle alterazioni della tiroide».
Alla scarsa funzionalità tiroidea e al decadimento della salute dell’intestino è riconducibile un’infiammazione dell’organismo, ma nel contempo disturbi del microbiota possono portare a una diminuzione della funzione tiroidea, innescando una condizione autoimmune che conosciamo come tiroidite di Hashimoto. Inoltre, quando l’intestino non funziona bene aumenta la sua permeabilità che può innescare malattie autoimmuni. Alcuni studi hanno messo in evidenza che le persone con problemi di tiroide hanno più facilmente un’inclinazione a soffrire di malattia celiaca o di sindrome dell’intestino irritabile associata a tiroidite di Hashimoto).
Una ricerca del 2014 ha evidenziato come le persone che soffrono di ipertiroidismo abbiano una bassa concertazione intestinale di Bifidobatteri e Lattobacilli (buoni) e una molto più elevata di Enterococchi (dannosi) rispetto alle persone sane. Inoltre, la natura dell’ipotiroidismo è nella maggioranza dei casi di tipo autoimmune: poiché il microbiota è coinvolto in numerose altre malattie autoimmuni, è molto probabile che la disbiosi svolga un ruolo importante sulle malattie della tiroide. Infatti è nell’intestino che il 20% della tiroxina (T4) viene convertita in triiodotironina (T3), ma un ambiente intestinale alterato mette a repentaglio questo processo di conversione. La disbiosi è la condizione di squilibrio tra batteri buoni e cattivi accusata di essere causa di numerose patologie o del loro aggravamento.
«Un microbiota alterato e la presenza di patologie gastrointestinali - avverte Marco Centanni dell’Università Sapienza di Roma e direttore della UOC Endocrinologia del polo di Latina -possono pregiudicare l’efficacia delle terapie per la tiroidite con levotiroxina, rendendole meno efficaci. Riconoscere tempestivamente eventuali disturbi intestinali di origine autoimmune può permettere di definire i dosaggi in maniera più precisa, oltre ad utilizzare farmaci con un maggiore profilo di biodisponibilità come quelli a base di levotiroxina liquida».
«La formulazione liquida, a differenza di quella tradizionale in compresse, non necessita del tempo necessario per sciogliersi nei succhi acidi gastrici - spiega Anna Maria Formenti, endocrinologa agli Spedali Civili di Brescia - ma è già pronta e quindi più rapidamente e meglio assorbita, dunque più efficace anche in quei pazienti che presentino disbiosi o patologie intestinali».



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