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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
22/06/2018, 01:50

spondilite anchilosante, apmar onlus, SA, reumatologia



Reumatologia:-nuova-campagna-web-per-far-“emergere”-la-spondilite-anchilosante-


 La spondilite anchilosante (SA) colpisce, solo in Italia, circa 600 mila persone in gran parte soggetti giovani di sesso maschile e d’età superiore ai 25 anni..



La spondilite anchilosante (SA) colpisce, solo in Italia, circa 600 mila persone in gran parte soggetti giovani di sesso maschile e d’età superiore ai 25 anni. Una patologia dolorosa e progressivamente invalidante, causata dall’infiammazione della colonna vertebrale con il rischio di danni irreversibili. Fino al 70% dei pazienti che soffrono della forma severa di SA sviluppa, nel corso di qualche anno, la fusione dei corpi vertebrali con significativa riduzione della mobilità della colonna. Depressione, ansia e isolamento sono conseguenze spesso inevitabili per chi soffre di questa patologia.
Una patologia, con sintomi facilmente associabili ad altre malattie più comuni e con conseguenze meno importanti, per arrivare alla corretta diagnosi della quale possono occorrere mediamente dai 7 ai 10 anni. Un periodo di tempo talmente lungo per una malattia come questa che può progredire fino a dare rilevanti limitazioni nei movimenti e gravi conseguenze sulla qualità della vita di chi ne soffre.
Per accelerare il percorso diagnostico della SA prende il via in questi giorni una nuova campagna web patrocinata dall’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmar) Onlus, "SAi se hai la SA? Scegli il tuo futuro", con l’obiettivo di fare informazione su questa patologia poco conosciuta e di difficile diagnosi, tanto da spingere le persone ad attivarsi.
Si tratta di una doppia attivazione: da una parte l’obiettivo della campagna è spingere chi ha sintomi riconducibili alla patologia a procedere alla compilazione di un breve questionario di autovalutazione, disponibile online, e rivolgersi al proprio medico di famiglia in caso di maggioranza di risposte positive. Dall’altra si rivolge ai pazienti con già una diagnosi fornendo strumenti ed esortandoli ad affrontare la patologia in maniera attiva prendendo in mano la propria vita, vivendo le proprie passioni, facendosi aiutare in questo dalla famiglia, dagli amici e dal proprio reumatologo. Uno dei leitmotiv della campagna è il consiglio di praticare regolare attività fisica in grado di apportare notevoli benefici fisici e psicologici. Fondamentale è scegliere quella più adatta alla propria condizione parlandone con il proprio medico di fiducia.
«Yoga, tai chi, pilates, nordic walking sono solo alcuni esempi di attività fisica facilmente praticabile e di grande aiuto ai pazienti che contribuiscono a migliorare il benessere complessivo delle persone con malattie croniche, tra cui le malattie reumatiche», sottolinea Antonella Celano, presidente Apmar. «Iniziative come queste possono contribuire non solo ad aumentare il livello di informazione sulla patologia e mantenere alto il livello di attenzione di opinione pubblica e istituzioni, ma anche a fornire strumenti pratici e utili per migliorare la qualità di vita per chi ne soffre. L’edizione di quest’anno ha anche un ulteriore valore: quello di fornire un semplice strumento - un questionario - per non sottovalutare alcuni sintomi e rivolgersi con tempestività allo specialista giusto. Bisogna sempre ricordarsi che una diagnosi precoce fa la differenza per una migliore qualità di vita, soprattutto nelle patologie croniche».
"Per velocizzare il percorso diagnostico terapeutico di chi soffre di SA e ridurre quindi le sensazioni dolorose tipiche della malattia è necessario creare cultura attorno alla SA, considerando che per le caratteristiche dei suoi sintomi viene confusa molto spesso con altre patologie», avverte Ennio Lubrano professore associato di Reumatologia all’Università del Molise. «Quando sono presenti mal di schiena costante, per più di 3 mesi, con dolore soprattutto nelle ore notturne, e/o rigidità mattutina che migliora con il movimento, è bene rivolgersi ad un reumatologo. Prima si riconosce, prima si può correre ai ripari. Oggi grazie ai progressi della ricerca scientifica, i pazienti possono beneficiare di farmaci di nuova generazione che sono in grado di inibire il processo infiammatorio di questa patologia, migliorando la qualità di vita dei pazienti».
Per ulteriori informazioni basta collegarsi all’area dedicata del sito http://www.saichelasa.it/sai-che-la-campagna-2018/ e seguire la pagina Facebook "SAichelaSA" https://www.facebook.com/SAichelaSA/.



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