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SALUTE CHE FARE!

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
15/06/2018, 17:01

steatosi epatica, fegato, malattia del fegato



Salute:-un-italiano-su-tre-ha-il-fegato-grasso,-in-aumento-nella-popolazione-infantile


 Aumenta l’allarme per una condizione apparentemente asintomatica in grado di mettere a rischio la salute del fegato, fino alla cirrosi o all’epatocarcinoma..



Aumenta l’allarme per una condizione apparentemente asintomatica in grado di mettere a rischio la salute del fegato, fino alla cirrosi o all’epatocarcinoma. «È la steatosi epatica non alcolica o malattia da fegato grasso, che colpisce circa il 30% della popolazione generale adulta. Una percentuale che sale al 70-80% in pazienti con diabete di tipo II od obesi», avverte Francesco Angelico, responsabile del Day service Medicina interna e malattie metaboliche del Policlinico Umberto I di Roma. «Ma paradossalmente oggi è un problema anche pediatrico, perché legato a uno stile di vita non salutare sin dai primi anni di vita: vediamo sempre più bambini in sovrappeso colpiti da fegato grasso e siamo molto preoccupati». 
"Sono milioni gli italiani colpiti - prosegue l’esperto - dall’epidemia di fegato grasso. Uno dei motivi è che di solito veniva diagnosticata con un’ecografia del fegato e veniva considerata una condizione "innocente" che non destava preoccupazioni. Si suggeriva alla persona di perdere qualche chilo e nulla di più. Oggi sappiamo che chi ha questo problema può andare incontro a due tipologie di rischio: la progressione del danno epatico che trasforma la steatosi in epatite steatosica non alcolica (NASH). Un’epatite vera e propria generata dal grasso in eccesso. Oggi negli USA si arriva al trapianto più per la cirrosi epatica da fegato grasso che da abuso di alcol o epatite virale. L’altro rischio sono le malattie metaboliche e cardiovascolari: chi ha il fegato grasso ha una probabilità più elevata di andare incontro ad infarto».
Nella maggior parte dei casi la NASH è la conseguenza di una dieta ad alto contenuto di zucchero e di grassi e di esercizio fisico insufficiente. «Ad oggi non esiste un farmaco efficace per curarla - aggiunge Angelico - se non ridurre il grasso attraverso l’abbassamento del peso corporeo, e per farlo serve prevenzione soprattutto nei bambini». La steatosi epatica può evolvere in NASH nel 40% dei casi, che si differenzia dall’accumulo semplice di grasso perché può evolvere verso patologie croniche irreversibili del fegato attraverso l’instaurarsi di uno stato d’infiammazioni cronica e fibrosi epatica.
«Una volta che si realizza una condizione di sovrappeso od obesità nei bambini, è difficile tornare indietro in età adulta», avverte ancora Angelico. «I consigli a genitori e pediatri sono di porre attenzione al problema e di modificare gli stili di vita dei giovanissimi. Per esempio, ridurre l’assunzione di grassi, controllare le porzioni, evitare le bevande zuccherate, fare spuntini sani, leggere bene le etichette dei prodotti alimentarie e infine fare attività fisica».
 



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