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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
15/06/2018, 16:45

cheratosi attinica, dermatologia, campo di cancerizzazione



Cheratosi-attinica:-tumore-non-melanoma-della-pelle-da-monitorare-e-trattare-sempre-


 È una neoformazione pre-cancerosa la cheratosi attinica, conosciuta anche come cheratosi solare o cheratosi senile..



È una neoformazione pre-cancerosa la cheratosi attinica, conosciuta anche come cheratosi solare o cheratosi senile, che colpisce l prevalentemente a popolazione maschile (34,3%) rispetto a quella femminile (20%).  Oltre il 60% dei carcinomi risultano derivare da cheratosi attiniche. Riconoscere questa malattia e intervenire tempestivamente è fondamentale per prevenire l’insorgenza di questi tumori invasivi della pelle.
«Le cheratosi attiniche - spiega Ketty Peris, direttore dell’Istituto di dermatologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Gemelli di Roma - si presentano generalmente come macchie di colore rosa-rosso o lesioni della pelle ricoperte da squame o croste ruvide al tatto di colore bruno-rossastro, in grado di provocare prurito o bruciore od essere del tutto asintomatiche. In genere ciascuna lesione può raggiungere le dimensioni di 1-2,5 cm di diametro in aree del corpo più frequentemente esposte al sole, (viso, cuoio capelluto, dorso delle mani, avambracci, spalle, décolleté). L’esposizione solare rappresenta proprio uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di cheratosi attiniche, oltre all’età avanzata, il sesso maschile, la carnagione chiara e tutte le condizioni di immunodepressione. Una malattia molto comune da non sottovalutare in quanto costituisce un marcatore del rischio di sviluppare forme tumorali invasive quali carcinomi squamocellulari (detti anche spinocellulari o spinaliomi), più frequenti nei casi di lesioni multiple. L’alta incidenza della cheratosi attinica e il rischio di progressione in forme tumorali invasive rende necessario, oltre alla prevenzione con idonee protezioni solari, il trattamento tempestivo delle lesioni per evitarne la progressione».
Per aiutare la gente a conoscere meglio la malattia e a rivolgersi al dermatologo è stato realizzato un nuovo portale- www.lacheratosiattinica.it - dove, oltre alle informazioni generali sulla malattia, è possibile trovare indicazioni "certe e validate" sui trattamenti e sulle diverse terapie utilizzate.
«Terapie e trattamenti per combattere le cheratosi attiniche avverte Piergiacomo Calzavara Pinton, presidente della Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse ( SIDeMaST) - si differenziano per efficacia, effetti collaterali, tollerabilità, esito cicatriziale/estetico della cute trattata, area massima trattabile e durata complessiva della terapia. Ci sono trattamenti volti ad eliminare le singole lesioni, quali procedure ablative che distruggono il tessuto come la crioterapia con azoto liquido, la laserterapia o la rimozione chirurgica, indicata per lesioni più spesse o quando è necessaria la conferma istologica per escludere un carcinoma squamocellulare. In genere, si è però maggiormente a favore dei trattamenti che consentono di trattare non solo la singola lesione ma anche la cute circostante, ossia il cosiddetto "campo di cancerizzazione", in quanto permettono di trattare anche lesioni non evidenti prevenendo così l’insorgenza di nuove lesioni o di recidive. Queste terapie sono in genere delle creme/gel con diversi principi attivi che possono essere applicate direttamente sull’area della cute interessata. Esiste anche un farmaco topico, il cui principio attivo è in grado di distruggere le cellule tumorali solo dopo che è stato attivato grazie ad una fonte luminosa rappresentata da una lampada a raggi rossi (terapia fotodinamica convenzionale) o dalla luce solare (terapia fotodinamica in daylight)».
Sul nuovo portale è possibile cercare anche il dermatologo più vicino a casa. 


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