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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
08/06/2018, 01:58

alimentazione, andid, dieta, educazione alimentare



Alimentazione:-7-italiani-su-10-hanno-uno-scarso-livello-di-alfabetizzazione-alimentare


 Sui media imperversa il food, che ha finito per invadere la Tv e per dominare il web, rivoluzionando la nostra relazione con il cibo e le scelte alimentari..



Sui media imperversa il food, che ha finito per invadere la Tv e per dominare il web, rivoluzionando la nostra relazione con il cibo e le scelte alimentari. Una grande mole di informazioni a portata di click sempre più emozionali, improntate ai concetti di bellezza e salutismo ad ogni costo, dominate da falsi miti e soluzioni prive di evidenze scientifiche che mettono a rischio la salute dei cittadini. Anche perché 7 italiani su 10 mostrano uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare, nel 19% dei casi addirittura inadeguato. 
A delineare questo scenario è l’Associazione nazionale dei dietisti (Andid), per sottolineare l’urgenza di riportare al centro del dibattito pubblico il tema della cultura alimentare, riconducendo il discorso sul cibo su basi scientifiche e di qualità. Un percorso che vede in prima linea i dietisti, i professionisti della salute che si occupano di alimentazione, nutrizione e dietetica a 360 gradi, dalla prevenzione alla cura.
Da un’indagine realizzata da Andid con l’Università di Messina, che ha analizzato il racconto del cibo sul web, gli italiani - padri della dieta mediterranea - appaiono sempre più confusi e disorientati, focalizzati su un paradigma alimentare che ruota intorno alle calorie e ai singoli nutrienti, piuttosto che su un modello globale di stile di vita. Predomina l’orientamento a una dietetica del sì/no che promuove super-cibi miracolosi o, al contrario demonizza alimenti killer, ma anche una dietetica per slogan che induce al sovraconsumo di alimenti "senza" (grassi, zuccheri, glutine) e "con" (fibre, vitamine), nel tentativo di assecondare l’ossessione del cibo sano e della forma fisica. Uno scenario ancora più preoccupante se si considera che oltre il 70% della popolazione possiede uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare, che si traduce nell’incapacità a scegliere correttamente il cibo e comprendere le scelte di consumo, messo in evidenza da un altro studio ANDID su un campione di oltre 1000 italiani. Solo poco più del 4% degli intervistati possiede buone conoscenze nutrizionali, mentre più critica è la situazione degli gli anziani, a causa anche della crisi economica, e in generale dei soggetti meno abbienti e con un livello di istruzione più basso.
«È solo con la professionalità che si può contrastare la disinformazione e promuovere consapevolezza e responsabilità nelle scelte di salute, anche sfruttando le opportunità offerte dalla Rete» afferma convinto Marco Tonelli, presidente ANDID. «I dati emersi dagli studi evidenziano la necessità che l’alimentazione torni ad essere una priorità nelle politiche sanitarie e dell’istruzione, strategia fondamentale per limitare le disuguaglianze e migliorare le condizioni di salute della popolazione, con ricadute positive anche sulla riduzione dei costi sociosanitari».
L’educazione alimentare e l’adozione di un regime dietetico adeguato rappresentano un’esigenza di salute che non si identifica soltanto con la prevenzione, ma che ha un ruolo centrale anche per la cura di numerose malattie non trasmissibili: tumori, malattie renali e metaboliche, diabete che rappresentano oggi il principale rischio per la salute individuale, nonché un enorme peso sociosanitario per la collettività. Diversi studi hanno infatti dimostrato che, accanto alla terapia farmacologica e allo stile di vita, un adeguato regime alimentare assume la valenza di una vera e propria terapia.
«Il dietista, grazie ad un percorso universitario altamente specializzato, è il professionista abilitato ad occuparsi di salute anche in ambito clinico, intervenendo nell’elaborazione dei piani dietetici personalizzati, in sinergia con le altre figure professionali coinvolte nella presa in carico» afferma Ersilia Troiano, presidente uscente ANDID. «È il caso, per esempio, del diabete di tipo 2 al quale stanno emergendo sempre più evidenze scientifiche sul valore aggiunto dell’intervento dietetico qualificato in termini di miglior controllo della malattia e prevenzione delle complicanze, ma anche di riduzione dei costi di gestione del paziente a carico del servizio sanitario, con la possibilità liberare risorse preziose da reinvestire in sanità».



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