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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
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Cefalee a grappolo
La cefalea a grappolo, è una cefalea primaria descritta per la prima volta nel 1936 da Horion, che la definì “cefalea istaminica”, in quanto attribuì all’istamina un ruolo patogenetico preminente. Precedentemente era stata descritta con varie denominazioni che facevano riferimento al presunto coinvolgimento del sistema nervoso periferico, alle caratteristiche del dolore (emicrania periodica nevralgiforme, nevralgia emicranica, nevralgia di Sluder), o a fenomeni neurovegetativi che accompagnano il dolore. 
Il termine cefalea a grappolo è stato introdotto nel 1952 da Kunkel, che descrive metaforicamente un tratto tipico della sindrome, cioè la tendenza degli attacchi di mal di testa a raggrupparsi in un periodo di tempo limitato. La cefalea a grappolo è la forma più rara di cefalea primaria e la prevalenza nella popolazione generale è di circa un caso su mille. La distribuzione per sesso mostra come sia l’unica cefalea primaria che prevale marcatamente nel maschio con un rapporto M: F = 6:1. 
L’esordio della malattia, nell’80% dei casi, si ha tra i 20 e i 40 anni. L’età media della forma episodica è pari a 30 anni, dieci anni quindi più tardiva di quella dell’emicrania. La caratteristica predominante di questo tipo di cefalea è un decorso periodico che consta di due fasi: una fase inattiva, in cui la sintomatologia dolorosa è assente e una attiva, durante la quale si ha la comparsa del dolore e di tutti gli altri sintomi ad esso associati. Il dolore si manifesta in maniera brusca senza alcun tipo di avvertimento nel breve giro di 5-10 minuti, localizzato prevalentemente attorno o in corrispondenza di un occhio (regione orbitaria e periorbitaria) e si manifesta costantemente da un lato solo della testa. Il dolore viene quindi avvertito in profondità, dentro e intorno all’occhio, di norma intenso e non pulsante che spesso si irradia alla fronte, alla tempia e alla guancia. 
Tipici sintomi concomitanti includono lacrimazione dall'occhio del lato colpito, arrossamento della congiuntiva oculare, naso che cola (rinorrea) e/o congestione nasale, costrizione della pupilla oculare (miosi), palpebra cadente (ptosi palpebrale) e talvolta sudorazione della fronte e del viso. 
Oltre il 90% degli individui colpiti da cefalea a grappolo manifestano irrequietezza durante l'attacco, camminano incessantemente avanti e dietro, e a volte fanno oscillare la testa e/o la parte superiore del corpo. Gli attacchi hanno una frequenza che va da 1-2 giorni fino a 8 al giorno. La durata dell’attacco è breve, in media di 30-120 minuti con un intervallo di tempo variabile dai 15 ai 180 minuti. I tempi di inizio e di fine attacco sono così brevi che il paziente descrive sia l’insorgenza sia la scomparsa della crisi come un fenomeno fulmineo, che può manifestarsi con una brevissima e vaga sensazione di dolenzia nella sede dell’attacco: il dolore, in 5-10 minuti, raggiunge il suo apice, diventando via via violentissimo. Qualche minuto prima del termine della crisi si attenua, per poi scomparire. Il 60% dei pazienti ha crisi che rispettano quasi sempre orari fissi. I due terzi di questi pazienti hanno prevalentemente attacchi durante il sonno notturno, che causa loro bruschi risvegli. In genere, compaiono una o due ore dopo l’addormentamento, durante la fase Rem del sonno. 
Le due forme principali di cefalea a grappolo, distinguibili sulla base della durata delle fasi attiva e di remissione, sono una forma episodica e una forma cronica. Nella forma episodica si verificano almeno due attacchi della durata che va da 7 giorni a un anno (senza alcun trattamento) separati da periodi senza dolore della durata di almeno 14 giorni. Per porre diagnosi di forma episodica i periodi attivi devono essere stati almeno due, che durano da 2 settimane a 3 mesi. Nella forma cronica, invece, gli attacchi si verificano per più di un anno senza remissione o con una remissione inferiore ad un mese.
 
A cura della Dr.ssa Sheila Leone
Farmacologa
Pubblicato il 12/02/2015
 
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