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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
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Cefalea di tipo tensivo
La cefalea di tipo tensivo è la più diffusa ed eterogenea tra le cefalee primarie, spesso identificata con il comune mal di testa sia per la bassa rilevanza dell’evento sia per la sintomatologia per lo più blanda con una basso impatto sulla qualità della vita dei pazienti colpiti.  
Infatti, solo in una piccola percentuale dei casi questo tipo di cefalea si presenta con caratteristiche tali da costringere il paziente a rivolgersi al medico. Studi epidemiologici condotti negli ultimi 20 anni hanno dimostrato una prevalenza molto variabile nella popolazione generale, anche se uno studio più recente ha dimostrato che la cefalea di tipo tensivo è presente in circa il 79% della popolazione generale. I giorni con cefalea tensiva variano da uno o meno al mese nel 59% dei casi, a più di uno al mese nel 38%. Nel 3% dei soggetti affetti da questo tipo di disturbo i giorni sono uguali o superiori ai 15 al mese. Si parla in questo caso della forma cronica. 
La cefalea di tipo tensivo si riscontra in circa l’86% della popolazione femminile e in circa il 65% di quella maschile con un’età di insorgenza prossima all’adolescenza giovanile. Questa forma di cefalea ha un quadro clinico piuttosto eterogeneo. Infatti nella maggior parte dei pazienti gli episodi di cefalea di tipo tensivo, sono per lo più sporadici con un’intensità lieve o moderata, che scompaiono con l’utilizzo di un comune analgesico da banco. Una piccola percentuale di pazienti, invece, presenta una cefalea insistente, con ricorrenza quasi quotidiana, associata molto spesso ad abuso di farmaci analgesici
Nella cefalea di tipo tensivo il paziente avverte un dolore “sordo” e costrittivo, poco localizzato con tendenza ad irradiarsi: è descritto perciò come una sensazione di peso o come una “morsa”. Solitamente ha una localizzazione bilaterale, con sede frontale o temporale, molto raramente in sede occipitale e con una tipica diffusione “a casco” o “a cerchio”. Nella sua forma più intensa, la distribuzione del dolore è paragonato ad “una cappa” che si diffonde lungo i fasci mediali e laterali del muscolo trapezio, i quali coprono le spalle e le aree scapolari e interscapolari. L'attuale conoscenza del sistema che trasmette la sensazione di dolore (nocicettivo) suggerisce che il dolore tipico del mal di testa di tipo tensivo sia di origine muscolare. Infatti, andando a misurare il tono muscolare in pazienti affetti da cefalea cronica di tipo tensivo (misurata attraverso l’ispezione esterna del muscolo) si è osservato un aumento di quest’ultima, principalmente nei muscoli limitrofi al cranio (pericranici). 
L’esordio della cefalea di tipo tensivo, si ha in misura maggiore durante la mattinata, seguito da un graduale aumento nel corso della giornata e da una diminuzione netta in prossimità della sera. Una caratteristica molto importante di questo tipo di cefalea è la limitata o, in qualche caso, la completa assenza della sintomatologia tipica associata al dolore. Proprio per questo motivo, le attività fisiche quotidiane non vengono influenzate in maniera marcata, anche se alcuni pazienti riferiscono un aumento dell’intensità del dolore quando svolgono un’attività di tipo intellettuale. 
La classificazione internazionale delle cefalee  distingue due forme di cefalea di tipo tensivo: quella episodica e quella cronica. La forma episodica è per lo più intermittente: nella maggior parte dei casi gli episodi presentano un esordio durante la mattinata o nel pomeriggio con tendenza a regredire verso sera senza incidere negativamente sul sonno. Si può dunque parlare di cefalea di tipo tensivo episodica se si presentano nel paziente almeno 10 episodi ricorrenti di dolore cefalalgico con una frequenza inferiore a 15 giorni al mese o a 180 giorni l’anno. Superati questi limiti si parla infatti di cefalea cronica
La cefalea di tipo tensivo episodica, può acquisire carattere di cronicità (cefalea cronica quotidiana) in due particolari situazioni: evolvendo naturalmente verso una cefalea di tipo tensivo cronica; in seguito ad abuso di farmaci sintomatici o più raramente di benzodiazepine (cefalea di tipo tensivo con abuso di farmaci). In entrambi i casi la forma episodica di partenza si caratterizza per l’elevata frequenza delle crisi dolorose. Molto spesso questo tipo di cefalea può manifestarsi con un quadro sintomatologico molto simile a quello emicranico che complica la diagnosi differenziale. È difficile, dunque, stabilire un confine preciso tra le due forme di cefalea, perché la contrattura dei muscoli pericranici e lo scatenamento della cefalea a causa di fattori stressanti possono riscontrarsi anche nell’emicrania. 
La sintomatologia associata ad emicrania, che comprende nausea, eccessiva sensibilità alla luce (fotofobia) e ai suoni (fonofobia), può essere presente anche nella cefalea di tipo tensivo, ma con una frequenza ed un’intensità decisamente inferiore. La nausea in particolare è raramente presente nella cefalea di tipo tensivo. Nella forma cronica invece, la cefalea è presente per almeno 15 giorni al mese o 6 mesi l’anno. Il dolore quotidiano può variare da lieve a moderato anche durante la stessa giornata e può associarsi facilmente a nausea, fono o fotofobia.
 
 
A cura della Dr.ssa Sheila Leone
Farmacologa
Pubblicato il 12/02/2015
 
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