SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
Carenza di Iodio in pediatria











Lo iodio è necessario per il corretto funzionamento della ghiandola tiroide in tutte le fasi della vita. La tiroide è una ghiandola localizzata nella parte anteriore del collo in grado di svolgere numerose funzioni vitali.
Il fabbisogno di iodio è più alto nei primi 5 anni di vita e durante la gravidanza. 
Secondo i dati l’assunzione insufficiente di iodio nei neonati, può essere la causa di un deficit intellettivo e cognitivo, mentre nel bambino e nell’adolescente può causare un ingrossamento della ghiandola tiroidea.

Come evitare una carenza di iodio? 
È noto come l’aria di mare sia ricca di iodio, ma questo non è sufficiente a fornire un adeguato apporto di questo minerale, che dev’essere integrato con l’alimentazione.
Il primo alimento a disposizione del neonato è il latte materno, che contiene una quantità elevata di iodio (più del doppio del latte vaccino). 
Dopo il primo anno di vita è possibile condire gli alimenti con sale iodato. Bisogna fare attenzione a non eccedere nella quantità: 2-3 g di sale iodato al giorno per il bambino e 5 g per l’adulto, sono sufficienti per raggiungere il fabbisogno quotidiano. 
È importante ricordare come il riscaldamento, dovuto alla cottura degli alimenti, determini una perdita di iodio. Pertanto, è opportuno usare il sale iodato a cottura ultimata o sugli alimenti crudi.
Da evitare anche la conservazione di sale iodato per più di 6 mesi, poiché lo iodio tende a disperdersi, soprattutto in climi o ambienti caldo-umidi.
In natura lo iodio si trova, anche, in molti prodotti alimentari: in primo luogo negli alimenti di origine marina (pesci, crostacei), meno in altre fonti di origine vegetale o animale (uova, carne, latte e formaggi). I vegetariani, le persone che seguono una dieta iposodica e i pazienti con allergia documentata al latte o al pesce possono accusare un insufficiente apporto di iodio con la dieta. Ne deriva, pertanto, che la prevenzione di un possibile deficit di iodio inizia prima di tutto a tavola, con un’adeguata e corretta informazione.

A cura del Dr. Vincenzo de Sanctis
Specialista in Pediatria ed Endocrinologia

 

Pubblicato il 08/06/2015

salute-che-fare-pediatria-carenza-iodio-bambini-
{

La febbre nel bambino

Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!