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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E LOGOPEDIA

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NEUROPSICHIATRIA

INFANTILE

La bulimia
La bulimia nervosa (letteralmente “fame da bue”) fu descritta per la prima volta nel 1979 dallo psichiatra britannico Gerald Francis Morris Russell, dopo aver osservato pazienti con episodi compulsivi di iperfagia, concomitante paura di ingrassare, vomiti o restrizioni alimentari, il tutto complicato da depressione e rischio di suicidio.
Le abbuffate si verificano almeno due volte a settimana per tre mesi, con veloce consumo di cibo in quantità maggiore rispetto a quello che normalmente si assumerebbe nello stesso arco temporale e contemporanea sensazione di perdita di controllo. A ciò si associano condotte compensatorie per prevenire aumenti di peso come vomito autoindotto, abuso di lassativi e diuretici, smodato digiuno o esercizio fisico.
Le abbuffate, che di solito sono precedute da stati d’animo quali solitudine, tristezza, noia, ansia o collera, per lo più avvengono in solitudine e di nascosto, indotte da situazioni sociali legate al cibo, da preoccupazioni legate all’aumento di peso, stress e stati emotivi negativi.
 
Nel corso delle abbuffate il cibo è introdotto velocemente (“ingurgitato”) senza la possibilità di assaporarne il gusto.
Dopo un iniziale stato d’animo simil-dissociato in cui il soggetto prova un certo benessere, assimilabile a quello indotto dall’uso di sostanze stupefacenti, si verifica un viraggio verso stati d’animo legati a senso di vergogna, disagio e disgusto, depressione e senso di colpa con secondario crollo dell’autostima.
 
La bulimia può presentarsi con o senza condotte di eliminazione attraverso l’induzione di vomito.
L’esordio generalmente si ha in tarda adolescenza o nella prima fase adulta, con maggiore prevalenza nel sesso femminile.
 
Le complicanze mediche sono molteplici:
 
  • faringiti, esofagiti e ulcere esofagee da vomito ripetuto
  • perdita di smalto e dentina, carie
  • ipopotassiemia da abuso di diuretici
  • alterazione della conduzione cardiaca
  • edemi ricorrenti
  • disidratazione da abuso di lassativi fino a provocare acidosi metabolica
  • irregolarità mestruali e amenorrea.
 
Come per l’anoressia nervosa, si possono osservare depressione, disturbi d’ansia e della personalità, tendenza all’abuso di sostanze stupefacenti e alla promiscuità.
Il trattamento della bulimia nervosa prevede un intervento multidisciplinare (medico di medicina generale, nutrizionista, endocrinologo, psicologo, psichiatra, neuropsichiatra infantile, ecc.).
 
L’approccio, a seconda dei casi, può essere:
  • psicologico: psicoterapia individuale, familiare, di gruppo
  • nutrizionale: rieducazione ad un normale modello alimentare
  • farmacologico: antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) quali fluoxetina, sibutramina, ecc.
 
 
     
A cura della Dr.ssa Ciocca Barbara
Neuropsichiatra Infantile
 
Pubblicato il 26/10/2015

LOGOPEDIA

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