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SALUTE CHE FARE  

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NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E LOGOPEDIA

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NEUROPSICHIATRIA

INFANTILE

Apprendimento

L’apprendimento è il processo che consegue dall'esperienza, dall'esercizio e dall'osservazione ed è un aspetto fondamentale dello sviluppo.
I processi di apprendimento sono assicurati dall'integrità del Sistema nervoso centrale (Snc) e dalla sua maturazione, dall'attività di diverse strutture corticali che presiedono alle funzioni legate alla consapevolezza-coscienza, memoria, interpretazione e registrazione dell’esperienza, funzioni percettive degli stimoli e funzioni conoscitive, ma anche alle funzioni istintivo-affettive.
La prima esperienza sensoriale, spaziale e di movimento vissuta dal bambino è il ripetuto scambio affettivo-cognitivo con la figura materna. Nell'apprendimento riveste estrema importanza il fattore relazionale che interviene nell'organizzazione percettiva, spazio-temporale, nell'interesse per gli aspetti conoscitivi e della realtà.
Le dinamiche affettive e processi di identificazione con le figure parentali costituiscono la base dell’apprendimento che si realizza all'interno della famiglia. I valori, gli atteggiamenti, i modelli di condotta, le competenze linguistiche e il tipo di pensiero, vissuti nell'ambito familiare, indirizzano le modalità di contatto con la realtà del bambino e guidano i contenuti ed i modi dell’apprendimento.
Con l’ingresso a scuola, la rete di comunicazioni e informazioni sociali si complica e si amplia e l’assorbimento delle conoscenze avviene in modo ordinato e progressivo.
L’inserimento nel mondo della scuola rappresenta una svolta, un cambiamento per lo più difficile che implica la separazione dall'ambiente domestico, l’apprendimento di nuove regole e modalità interattive.
L’insegnante rappresenta una nuova figura di riferimento per il bambino, con le caratteristiche di potere e onniscienza finora attribuite alle figure parentali. 
Il ruolo svolto dall'insegnante e dai suoi atteggiamenti è considerato fattore centrale nella realizzazione dei processi cognitivi a tal punto che Rosenthal e Jacobson hanno definito “Effetto pigmalione” la relazione stretta tra aspettative favorevoli degli insegnanti e migliori risultati nel processo di apprendimento dei bambini.
Nel gruppo classe si sviluppano dinamiche d’interazione molto complesse per le quali ogni singolo elemento risponde ai comportamenti degli altri, influenzandoli a sua volta in un processo continuo di accomodamento e modificazione reciproca. Pertanto l’apprendimento non implica solo l’acquisizione di conoscenze, ma anche complesse vicende relazionali.
L’atteggiamento dei genitori ha un ruolo di primo piano ed estremamente delicato nell'attivazione dell’interesse o del rifiuto-indifferenza del bambino verso l’esperienza scolastica. A volte, purtroppo, l’esperienza scolastica del figlio riattiva, nei genitori, passati problemi scolastici personali e la buona riuscita del bambino viene vissuta e ricercata come valorizzazione personale. La pericolosità di tale evento risiede nella possibilità che il bambino la percepisca come condizione indispensabile all'affetto ed alla stima dei genitori.
Disturbi dell’apprendimento
Il bambino non apprende in misura adeguata alla sua età, ciò come conseguenza di condizioni patologiche di origine neurologica, psicologica, sociale e culturale.
I disturbi dell’apprendimento possono essere iscritti all'interno di definite sindromi neurologiche (chinesipatie encefaliche, epilessia, encefalopatie progressive), psicopatologiche (insufficienza mentale, nevrosi, psicosi, depressione) o costituire un quadro clinico a sé stante (disturbi specifici dell’apprendimento).
 
 
 
A cura della Dr.ssa Ciocca Barbara
Neuropsichiatra Infantile
Pubblicato il 12/02/2015
 

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