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SALUTE CHE FARE  

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DERMATOLOGIA

 

ACNE

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MALATTIE DEI CAPELLI

 

Alopecia androgenetica
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MALATTIE DELLA PELLE

L’alopecia androgenetica, conosciuta anche come calvizie, è la forma più comune di diradamento dei capelli che colpisce circa l'80% dei maschi ed il 50% delle femmine. 

La comparsa della calvizie aumenta con l’età. Le forme gravi di alopecia si presentano intorno ai 18 anni nel maschio e intorno ai 14-15 anni nelle donne, con notevole diradamento dei capelli prima dei 25 anni. 
Il termine "alopecia androgenetica" deriva dall’associazione di andro che indica gli ormoni androgeni (ormoni maschili) e genetica che rappresenta proprio la predisposizione genetica (cioè ereditaria).
Infatti la causa principale della calvizie sono gli ormoni androgeni, motivo per cui questa malattia non compare prima della pubertà. Ma non è l’eccesso di questi ormoni a determinarla, bensì una maggiore sensibilità del capello a questi ormoni.
Questa sensibilità deriva soprattutto da un enzima, la 5-alfa-reduttasi, che trasforma il testosterone, ormone sessuale maschile per eccellenza, nel diidrotestosterone o DHT. I follicoli delle aree del cuoio capelluto colpito da calvizie producono una maggiore quantità di enzima 5-alfa-reduttasi e quindi producono più DHT rispetto agli altri follicoli non colpiti dalla malattia. L’aumento della sensibilità del follicolo agli ormoni maschili dipende dalla predisposizione genetica che influenza anche l'età di comparsa e la gravità della calvizie. 
Le aree più colpite sono quelle dell'attaccatura dei capelli sulla fronte e la porzione superiore della testa. Nel maschio i primi segni di calvizie sono la regressione dell'attaccatura dei capelli alle tempie e il diradamento a livello del vertice. Nella donna la calvizie si manifesta con un progressivo diradamento dei capelli nella regione centrale della testa.
La progressione della calvizie è in genere un processo lento, ma la malattia può progredire velocemente in seguito a malattie generali, interventi chirurgici, periodi di forte stress, rapide perdite di peso.
La gravità della malattia viene comunemente valutata utilizzando la scala di Hamilton nel maschio e la scala di Ludwig nella donna. La scala di Hamilton divide la calvizie in 7 livelli di severità, modulata dal grado I che corrisponde alla normalità al grado VII che corrisponde alla calvizie grave. 
La terapia medica è efficace fino al IV grado. Invece, la scala di Ludwig divide la calvizie femminile in 3 livelli di severità, tutti e tre curabili con successo con la terapia medica.
Si possono stimolare follicoli, temporaneamente vuoti, a produrre capelli, con lozioni o massaggi. I trattamenti medici servono ad impedire agli ormoni androgeni di esercitare i loro effetti negativi sul follicolo e nel contempo a stimolare il follicolo a produrre capelli più voluminosi e più lunghi. 
L’alopecia androgenetica può essere trattata utilizzando farmaci (quali finasteride o fitosteroli) che inibiscono la formazione di DHT o impediscono agli androgeni di esercitare sul follicolo i loro effetti inibitori della 5-alfa-reduttasi. Inoltre, sono disponibili anche farmaci quali ciproterone acetato, flutamide, spironolattone che, bloccando completamente l’attività degli androgeni sulle cellule, vengono utilizzati solo nella donna in quanto riducono la virilità maschile.
È possibile anche utilizzare lozioni a base di minoxidil, in grado di stimolare la crescita dei follicoli con un meccanismo d'azione ancora sconosciuto. 
Molte le persone decidono di ricorrere ad una terapia di tipo chirurgico, il trapianto dei capelli (meglio definito come autotrapianto di capelli), cioè il prelievo di capelli sani da determinate zone del capo del paziente stesso e il loro trasferimento in quelle colpite da diradamento.
Purtroppo questa metodica non costituisce una soluzione definitiva al problema in quanto l’alopecia ha un andamento progressivo nel tempo: anche se i capelli trapiantati non si modificano negli anni, la calvizie può continuare a peggiorare interessando proprio i capelli “originali” presenti prima del trapianto. Se questi ultimi si riducono, la calvizie peggiora anche se il trapianto è ben riuscito.
 
Pubblicato il 12/02/2015
 

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