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Allattamento artificiale del gattino

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Quando una gatta partorisce i suoi gattini essa è in grado di eseguire tutto il processo del parto e dell’allattamento senza bisogno di aiuto esterno. In alcune circostanze i gattini potrebbero non avere accesso al latte e alle cure materne, per esempio quando i cuccioli sono troppo numerosi o se la gatta è malata o muore dopo averli partoriti. In questi casi, per permettere la sopravvivenza dei gattini neonati bisogna sostituirsi alla mamma gatta.
La prima cosa che bisogna tener presente è che quando nasce il gattino è ancora un essere vivente immaturo.
La mamma allatterà il gattino, ma soprattutto lo leccherà quasi continuamente non solo per pulirlo, ma soprattutto per stimolare la respirazione e la digestione, per aiutare la defecazione e l’urinazione. L’organismo dei gattini neonati infatti non è ancora in grado di eseguire tutte queste funzioni in maniera autonoma.
Inoltre il calore corporeo della mamma gatta (38,5°C) scalda i gattini che non hanno ancora la termoregolazione autonoma, quindi è molto importante spostare i gattini vicino ad una fonte di calore continua e costante come una lampada ad infrarossi che si trova facilmente in qualsiasi negozio per animali o ferramenta.
Come allattare un gattino neonato

Posizione del gattino

Il gattino deve stare in posizione prona, cioè appoggiato sulla pancia, nella stessa posizione che assumerebbe se succhiasse il latte dalle mammelle della madre. Non mettete il micio in posizione supina o come posizionereste un bambino: in questo caso potrebbe anche finirgli del latte nei polmoni. La testa deve essere eretta ed il collo steso.
Il biberon, in genere, all’acquisto non ha foro sulla tettarella. Praticate un piccolo foro con un ago sterile o passato sulla fiamma. Il foro non deve essere troppo largo, deve permettere la fuoriuscita di alcune gocce di latte. Portate il biberon verso la bocca del micio e fate fuoriuscire una o due gocce di latte. Una volta sentito il sapore del latte, il micio dovrebbe continuare a succhiare da solo. Il latte deve essere a temperatura ambiente. Praticate un solo foro al biberon. Se mentre il gattino succhia, fuoriesce del latte, vuol dire che il foro è troppo grande.
Dopo ogni pasto, bollite il biberon perché cuccioli che non hanno avuto il cosiddetto “primo latte”, cioè il colostro, dalla madre nelle prime 76 ore di vita, hanno meno difese immunitarie.

Aumento di peso del gattino

Alla nascita, un cucciolo di gatto pesa dagli 85 ai 120 grammi. Una normale crescita prevede che il suo peso aumenti di 10 grammi circa al giorno. In una o due settimane il peso dovrebbe raddoppiare. Se ciò non accade, occorre chiamare il veterinario, perché il cucciolo ha evidentemente bisogno di un nutrimento extra che deve essergli iniettato.
Frequenza dei pasti
Nei primi giorni di vita, lo stomaco del micio è molto piccolo: questo è il motivo per cui deve essere allattato spesso. Durante le prime due settimane, i gattini dovrebbero essere allattati ogni tre/quattro ore o sette/otto volte al giorno. Durante la terza settimana, cinque/sei volte al giorno. Alla quarta settimana i cuccioli dovrebbero essere pronti ad ingerire dei cibi solidi. Ma è meglio continuare ad allattare il gattino fino almeno alla sesta settimana di vita. A prescindere da motivi nutrizionali, protrarre l’allattamento porta molti benefici psicologici al gattino. Un parere personale: lasciate che sia il gattino a decidere quando non vuole più succhiare latte.

Latte artificiale per cuccioli

Il latte vaccino non è idoneo nell’alimentazione dei gattini, per cui si deve ricorrere al latte artificiale per cuccioli, liquido o in polvere. Va somministrato in contenitori puliti o sterilizzati.
Se purtroppo il gattino non ha avuto nemmeno modo di assumere il colostro, il “primo latte” delle mamma, entro le prime ventiquattro ore dalla nascita, sarà sicuramente più esposto alle malattie.
Dopo ogni pasto il cucciolo deve emettere l’aria che ha ingerito. Per fargli fare il cosiddetto ruttino, poggiatelo verticalmente alla vostra spalla.
Dopo ogni pasto, massaggiate l’ano e l’orifizio urinario del gattino con un batuffolo di ovatta bagnato con acqua tiepida.  E il tipo di stimolo che gli avrebbe praticato la madre leccandolo, portandolo così a urinare e defecare. A tre settimane, in genere, in cuccioli non hanno più bisogno di essere aiutati in queste funzioni.
Tra una pasto e l’altro i cuccioli dormono. E’ facile capire se un cucciolo ha fame: quelli che non sono nutriti abbastanza miagolano lamentandosi, oscillano la testa da un lato e dall’altro e succhiano ciò che hanno a portata di bocca nella cesta.
Alcuni cuccioli sono così deboli e gracili da non avere la forza di succhiare e ingerire il latte. In questi casi, dovete ricorrere immediatamente al veterinario.
Ricordiamoci di massaggiare delicatamente il gattino per stimolare la respirazione e la digestione.
È molto importante accarezzare spesso i gattini, fin dai primi giorni di vita. Ciò li aiuterà a socializzare con gli esseri umani.
 
A cura della Dr.ssa Laura Jurilli
Veterinaria
 
Pubblicato il 10/03/2015
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