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SALUTE CHE FARE  

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Stipsi intestinale











La stipsi, meglio conosciuta come “stitichezza”, è un disturbo comune determinato dalla diminuzione dell'attività dell'intestino. Essa è caratterizzata da una riduzione delle evacuazioni (meno di 2 alla settimana), dalla modifica della consistenza delle feci, dalla difficoltà ad evacuare e dalla sensazione di incompleto svuotamento rettale. 
È possibile distinguere due forme di stipsi: la "stitichezza acuta" e la "stitichezza cronica". 
La prima è solitamente determinata da cause transitorie come una malattia, l’assunzione di farmaci o interventi chirurgici. La seconda invece può essere provocata da diversi fattori come alimentazione non adeguata, carenza di attività fisica, sindrome del colon irritabile, disidratazione, presenza di alcune malattie (per esempio diabete, sclerosi multipla, ictus, ecc.), cambiamenti nella vita quotidiana indotti da gravidanza, vecchiaia, ma anche presenza di tumori del colon.
Per affrontare nel modo migliore questo disturbo, è consigliabile introdurre una quantità adeguata di cibo, ricco di fibre, preferendo le verdure, la frutta fresca, il pane integrale e i cereali. I liquidi sono fondamentali nel mantenere le feci morbide: è preferibile assumerne 1,5-2 litri al giorno. Può essere d’aiuto mangiare lentamente e masticare bene gli alimenti, cercando di consumare i pasti ad intervalli regolari.
È inoltre fondamentale svolgere quotidianamente attività fisica per mantenere un buon tono della muscolatura intestinale. 
La maggior parte dei pazienti che soffrono di stitichezza riesce a curarla modificando semplicemente lo stile di vita, adottando una dieta equilibrata e favorendo l’esercizio fisico, spesso è sufficiente una visita medica.  
Esami più mirati vengono invece richiesti dallo specialista per approfondire la patologia: studio del transito colo-rettale, defecografia, colonscopia, radiografia con mezzo di contrasto nei pazienti anziani o con sintomi più gravi, nei soggetti che hanno subito improvvisi cambiamenti nel numero delle evacuazioni o nella consistenza delle feci e in presenza di sangue nelle feci.
Le terapie dipendono dalla causa: i farmaci più utilizzati sono i lassativi, anche di origine naturale. Ne esistono diversi tipi con azione differente: per esempio alcuni richiamano acqua all’interno dell’intestino per rendere le feci più morbide, altri stimolano la motilità della muscolatura del colon. Non necessariamente i lassativi provocano danni, se impiegati in modo corretto, secondo il parere del medico, rappresentano un buon aiuto, insieme alla dieta, per regolarizzare le funzioni intestinali. 
In alcuni casi può accadere che la mucosa del retto perda il sostegno che la tiene fissa alla parete muscolare con tendenza a scendere verso il basso: in queste circostanze è necessario ricorrere a interventi chirurgici per ripristinare la continuità muscolare del retto e per eliminare il prolasso intestinale.



Articolo pubblicato il 02/04/2015
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