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SALUTE CHE FARE  

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Piantaggine, risorsa naturale contro la tosse

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Anche le piante che crescono spontaneamente lungo argini o su terreni aridi e poco adatti alla coltivazione possono nascondere importanti proprietà salutistiche ed essere, per questo, sfruttate efficacemente dall’uomo.  
La piantaggine (Plantago lanceolata L., 1753), per esempio, è una pianta infestante perenne ampiamente diffusa nel nostro territorio, dalla pianura alla collina, che non disdegna come habitat naturale terreni incolti e secchi e i margini delle strade. È caratterizzata da foglie lanceolate che possono raggiungere i 60 cm di altezza.  Caratteristiche sono anche le sue spighe apicali cilindriche con piccoli fiorellini bianchi.
Le sue proprietà sono conosciute fin dall’antichità. Grazie al contenuto di glicosidi iridoidi (aucubina, catalpolo), flavonoidi (apigenina, luteolina), acidi (oleanolico, clorogenico, citrico, succinico, benzoico, ossalico), tannini, mucillagini, pectine, sono attribuite a questa pianta importanti proprietà: antinfiammatoria, antimicrobica, emolliente, spasmolitica e antitussiva
La piantaggine si presta ad essere usata per il trattamento di diverse forme infiammatorie che colpiscono il cavo orale, la gola e le prime vie aeree tra cui, in associazione ad altre piante dalle proprietà lenitive, gengiviti e faringiti
L’infuso di foglie viene spesso utilizzato come espettorante nelle forme catarrali di tosse. Il decotto di semi, ricchi di mucillagini, è utilizzato nel caso di infiammazioni intestinali e stitichezza. Per uso topico, è indicata per trattare stati irritativi e infiammatori della cute, oltre che nella detersione di ustioni, abrasioni e piccole ferite, o nel trattamento delle punture d’insetti.
 
 
A cura di Giulia Papotti
Dottore in Farmacia
 
Pubblicato il 12/02/2015
 
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