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18/05/2018, 16:55

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Tiroide,-una-centralina-di-energia-per-l’organismo-fondamentale-per-tutte-le-fasce-d’età


 «La tiroide è la "centralina" che regola l’energia di tutto il nostro organismo svolgendo una serie di funzioni vitali come la regolazione del metabolismo, la produzione di calore, il controllo del ritmo cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso...



«La tiroide è la "centralina" che regola l’energia di tutto il nostro organismo svolgendo una serie di funzioni vitali come la regolazione del metabolismo, la produzione di calore, il controllo del ritmo cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso, l’accrescimento corporeo, la forza muscolare e molto altro». A sottolinearlo è Paolo Vitti, presidente della Società italiana di endocrinologia (Sie) e coordinatore/responsabile scientifico della Settimana mondiale della tiroide, dal 21 al 27 maggio, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui problemi legati alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione di cui soffrono oltre 6 milioni gli italiani.
«La malattia della tiroide più frequente è la tiroidite di Hashimoto - spiega Vincenzo Toscano, presidente dell’Associazione medici endocrinologi (Ame) - un’infiammazione cronica autoimmune che può presentarsi a tutte le età. Molto subdola è la forma post-partum che, condizionando l’umore e il benessere della neo-mamma, viene frequentemente scambiata per depressione e non trattata. Attenzione dunque a facile affaticamento, tono depresso dell’umore, anemia e caduta dei capelli». 
«Ma una volta scoperte, le malattie della tiroide sono molto ben curabili col ripristino di una normale qualità della vita. Le terapie si possono avvalere dell’ormone tiroideo sintetico nel caso dell’ipotiroidismo, di farmaci tireostatici nel caso dell’ipertiroidismo e della terapia chirurgica nel caso di noduli tiroidei o del cancro» avverte Furio Pacini, presidente dell’Associazione italiana della tiroide (Ait).
«Il modo più efficace per prevenire le malattie della tiroide - sottolinea Massimo Tonacchera, segretario Ait - è assumere iodio in quantità adeguate. Il fabbisogno quotidiano di iodio è di 150 µg per gli adulti, 90 µg per i bambini fino a 6 anni, 120 µg per i bambini in età scolare e 250 µg per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. L’Oms raccomanda l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori, soprattutto in gravidanza e nell’allattamento».
«Una normale funzione tiroidea è fondamentale in età pediatrica per assicurare un adeguato sviluppo psicofisico dall’epoca prenatale fino all’adolescenza» continua Ivana Rabbone, vicepresidente della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp). «Anche una carenza iodica di grado moderato può portare al mancato raggiungimento del potenziale intellettivo del bambino con una riduzione di 10-15 punti di quoziente intellettivo (QI)». 
«Le patologie endocrine sono tra le più frequenti malattie croniche nell’anziano - precisa Fabio Monzani, della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) - e in particolare l’ipertiroidismo può risultare difficile da diagnosticare perché i sintomi quali palpitazioni, cadute accidentali e fratture possono essere facilmente confusi con altre patologie legate all’età. Rispetto al giovane adulto, l’anziano risulta più vulnerabile alle complicanze cardiovascolari e metaboliche dell’eccesso di ormoni tiroidei e pertanto il trattamento va intrapreso tempestivamente».
«Oggi la medicina personalizzata sta assumendo un’importanza sostanziale nella clinica per aumentare l’efficacia delle terapie ed evitare trattamenti non necessari e dispendiosi», afferma Maria Cristina Marzola, consigliere dell’Associazione italiana di medicina nucleare (Aimn). «La cosiddetta "teranostica" (da terapia e diagnostica) rappresenta una nuova frontiera della medicina che, grazie alle informazioni ottenute dalle immagini mediche, è in grado di indirizzare e personalizzare uno specifico approccio terapeutico nel singolo paziente. A questo scopo, la medicina nucleare prevede l’uso di molecole, come il radioiodio, per il "targeting" molecolare da utilizzare sia per la diagnosi sia per la terapia di diverse patologie come i carcinomi tiroidei».
«La nuova medicina di precisione o personalizzata basata su differenze individuali, variabilità genetica, ambiente, stile di vita e personalità individuale - afferma Luisa La Colla, presidente del Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini (Cape) - consente oggi al paziente di partecipare attivamente al proprio percorso terapeutico collaborando con tutti i professionisti coinvolti. In questo contesto è sempre più importante l’attività di informazione su stili di vita corretti e percorsi di prevenzione svolta dalle associazioni dei pazienti. Per la prevenzione delle malattie della tiroide non è necessario attuare programmi di screening ecografico generalizzato che portano a sovra-trattamento e costi non necessari, ma puntare su una corretta e capillare attività di informazione sulla popolazione sana».


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