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18/05/2018, 16:16

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 I soggetti obesi che non presentano fattori di rischio cardiovascolare, definiti "metabolicamente sani", avrebbero alla lunga buone probabilità di sviluppare ipertensione...



I soggetti obesi che non presentano fattori di rischio cardiovascolare, definiti "metabolicamente sani", avrebbero alla lunga buone probabilità di sviluppare ipertensione, diabete, dislipidemia e/o altri elementi della sindrome metabolica (MetS), che a sua volta aumenta il rischio di malattia coronarica e mortalità. A sostenerlo è un nuovo studio multicentrico internazionale, pubblicato sul giornale dell’American College of Cardiology (ACC), che ha condotto una nuova analisi dei risultati emersi dal Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA) su 5005 partecipanti, 2751 dei quali non obesi senza MetS e 2254 obesi già all’entrata nello studio. 
Quest’ultimo gruppo comprendeva 550 persone con obesità metabolicamente sana stabile, 501 inizialmente con obesità metabolicamente sana stabile che in seguito hanno acquisito caratteristiche MetS, e 1203 persone obese con un profilo MetS. I ricercatori hanno scoperto che il rischio di malattia coronarica non era elevato nelle persone con obesità metabolicamente sana all’inizio, ma è successivamente salito fino al 60% nel sottogruppo che ha acquisito un profilo cardiometabolico ad alto rischio nel corso del tempo. Inoltre, il rischio di eventi coronarici tra gli obesi è aumentato nel tempo man mano aumentavano i fattori di rischio cardiometabolici. 
Purtroppo, secondo i ricercatori, le persone con obesità metabolicamente sana alla fine tendono a sviluppare quei fattori di rischio cardiometabolico che li pongono a maggior rischio di coronaropatia. La differenza, rispetto agli obesi non metabolicamente sani, è che ci mettono solo un po’ più di tempo. 
Risultato: per migliorare il profilo di rischio cardiovascolare è fondamentale prevenire l’obesità, senza dimenticare che anche la prevenzione del progressivo aumento di peso nel tempo di persone sovrappeso e leggermente obese ha una grande importanza, pur se l’analisi non è corroborata da sufficienti informazioni sui livelli di attività fisica e sull’idoneità cardiorespiratoria dei partecipanti. Forse, suggeriscono gli esperti, solo i pazienti con obesità metabolicamente sana e bassi livelli di idoneità cardiorespiratoria potrebbero registrare un aumento significativo del rischio di coronaropatia e della maggior parte delle malattie cardiovascolari. 



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