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SALUTE CHE FARE  

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Quando il flusso mestruale  dell'adolescente è abbondante











Nella donna adulta l’intervallo mestruale è mediamente di 28 giorni, con una durata del flusso variabile da 2 a 6 giorni, di entità pari 35-40 mL. Nell’adolescente, nei primi anni dopo il menarca, un sanguinamento uterino eccessivo è un problema relativamente comune. Tale sanguinamento può essere di entità variabile, fino ad assumere le caratteristiche di una vera e propria emergenza ginecologica. 
I meccanismi emostatici che agiscono a livello uterino differiscono dai sistemi che agiscono in altri tessuti dal momento che i “tappi emostatici” sono morfologicamente differenti e rimangono solo per un lasso di tempo limitato durante il periodo mestruale.
In genere il flusso mestruale viene considerato abbondante quando un’adolescente cambia, nelle 24 ore, più di 8 assorbenti (impregnati), se sono presenti o meno coaguli o se sporca con il sangue mestruale indumenti intimi, abiti e lenzuola.
Il calendario mestruale rappresenta uno strumento molto utile per seguire la frequenza e l’entità del flusso. Si possono utilizzare allo scopo le classiche schede di registrazione in formato cartaceo o una app per smartphone.
Nel 1990 la ginecologa Jenny M. Higham del St. Mary’s Hospital di Londra, ha proposto un punteggio per valutare l’entità della perdita ematica che, sebbene non sia stato validato nella nostra popolazione, può rappresentare un valido supporto diagnostico. 
In sostanza, se l’assorbente è poco impregnato di sangue viene dato un punteggio pari ad 1, se abbastanza impregnato 5 punti, se molto impregnato 20 punti (figura 1). Una perdita di sangue mestruale associato a un punteggio uguale o superiore a 100 è compatibile con una menorragia. 
Il calendario mestruale rappresenta uno strumento molto utile per seguire la frequenza ed entità del flusso. Possono essere utilizzate le classiche schede di registrazione in formato cartaceo o una app per smartphone
Diversi fattori regolano la quantità e durata della mestruazione, La causa della menorragia e menometrorragia è su base disfunzionale nel 95% dei casi e su base organica nel 5% dei casi. Le forme secondarie a un disturbo della coagulazione incidono per circa il 20%. Queste patologie spesso esordiscono al menarca con un quadro clinico conclamato (menorragia o menometrorragia). 
Per un adeguato inquadramento diagnostico-terapeutico è necessaria una stretta collaborazione tra il pediatra-adolescentologo e l’esperto in patologie della coagulazione. 
In alcuni casi la perdita ematica vaginale è molto intensa e si accompagna a rilevante anemizzazione, tanto da richiedere il ricovero in ospedale allo scopo di mettere in opera una serie di presidi terapeutici atti a ripristinare il volume circolatorio. 
Vari approcci terapeutici sono stati utilizzati nella fase acuta, in attesa di avere i risultati dei test emocoagulativi. Se la paziente presenta segni di malessere (di stress) cardiorespiratorio, secondari ad anemia acuta e severa, è indicata una trasfusione con globuli rossi concentrati. 
La somministrazione di estrogeni coniugati, per via endovenosa od orale, è stata utilizzata per ridurre la perdita ematica uterina. I farmaci antifibrinolitici sintetici (acido epsilon-aminocaproico e l’acido tranexamico) possiedono una elevata attività antifibrinolitica, bloccano il legame del plasminogeno alla fibrina e la sua attivazione in plasmina. L’acido tranexamico è stato impiegato alla dose di 10-15 mg/Kg ogni 8 ore, dall’inizio delle mestruazioni fino all’arresto del sanguinamento. I possibili effetti collaterali sono rappresentati da nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, vertigine, cefalea e più raramente reazioni allergiche.
La transitorietà del successo terapeutico ne ha notevolmente limitato l’uso clinico come unico agente terapeutico.
Una supplementazione di ferro per via orale dovrà considerata e prescritta nelle ragazze con flussi mestruali abbondanti.
Nelle pazienti con accertato disturbo della coagulazione vengono utilizzati i specifici provvedimenti terapeutici.



 
A cura del Dr. Vincenzo de Sanctis- Specialista in Pediatria ed Endocrinologia

Pubblicato il 16/11/2015
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