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SALUTE CHE FARE  

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Ipertiroidismo











L'ipertiroidismo è determinato da un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei, triiodotironina (T3) e tiroxina (T4). La persona che soffre di questa patologia subisce spesso alterazioni a carico del metabolismo, del sistema nervoso e dell’apparato cardiovascolare.
All'ipertiroidismo è collegato un aumento del consumo di ossigeno e della produzione di calore da parte dell’organismo, infatti un eccesso degli ormoni tiroidei si correla a disturbi quali ipersudorazione, tremori, intolleranza al calore e magrezza eccessiva. Inoltre la pelle è calda a causa dell’incremento del flusso ematico e della dilatazione dei capillari più superficiali, con la quale il corpo cerca di disperdere il calore in eccesso. Nei pazienti ipertiroidei spesso si sviluppa il gozzo, cioè un ingrossamento della tiroide e di conseguenza del collo. 
L’eccesso degli ormoni tiroidei provoca un aumento del catabolismo proteico (processo attraverso cui le proteine vengono trasformate in sostanze più semplici) con conseguente debolezza muscolare. Anche il cuoio capelluto risente dell’effetto di questi ormoni, con tendenza dei capelli ad essere fragili e sottili e a rischio di caduta (alopecia).
L'ipertiroidismo influisce anche sull'attività del sistema nervoso centrale, causando disturbi psicologici come nervosismo, agitazione e insonnia e si associa ad aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), e della forza di contrazione del cuore. Inoltre, in questi pazienti si osserva l’ipertensione.
Mestruazioni irregolari, infertilità sia nel maschio sia nella femmina, calo della libido, ginecomastia nel 5% dei maschi, congiuntivite, epidermide sottile, edema periorbitale e disfunzione della muscolatura extraoculare. 
Di solito colpisce più frequentemente le donne fra i 20 e i 40 anni, ma può presentarsi a qualunque età.

Le cause dell’ipertiroidismo sono molteplici:
morbo di Graves-Basedow, una patologia autoimmune che stimola tutta la tiroide a funzionare più del dovuto; in questo caso la tiroide si presenta spesso di dimensioni aumentate con conseguente comparsa del gozzo. Colpisce soprattutto le donne fra i 20 ed i 40 anni.
gozzo multinodulare tossico: meno frequente, compare generalmente dopo i 50-60 anni con esordio subdolo causato da una protratta stimolazione della tiroide per insufficiente sintesi di ormoni tiroidei. È diffuso nelle aree a ridotto apporto di iodio e si caratterizza per la presenza della ghiandola tiroide di dimensioni aumentate (gozzo) al cui interno sono presenti noduli funzionalmente più attivi del restante tessuto ghiandolare (parenchima).
gozzo nodulare tossico: in questo caso l'ipertiroidismo è dovuto ad un aumento della produzione degli ormoni localizzata e non diffusa come nel caso precedente. Una zona più o meno ampia della tiroide inizia a produrre ormoni tiroidei in eccesso indipendentemente dalla stimolazione dell’ormone tirestimolante (TSH).
adenoma iperfunzionante (adenoma tossico): tumore benigno in grado di causare un aumento asimmetrico della tiroide
oroduzione eccessiva di TSH, ormone ipofisario che stimola la tiroide a produrre gli ormoni tiroidei (rara).
• assunzione di farmaci o sostanze contenenti ormoni tiroidei, ingestione accidentale di tessuto tiroideo negli alimenti, elevata assunzione di iodio responsabile di ipertiroidismo in soggetti predisposti e talvolta anche in soggetti con normale funzionalità tiroidea.

La terapia dell'ipertiroidismo è legata alla causa che l’ha determinata. Può essere necessaria la rimozione chirurgica, parziale o totale, della tiroide o il ricorso alla terapia con iodio radioattivo (iodio131), attraverso la quale vengono distrutte le cellule tiroidee anomale. Il trattamento farmacologico si basa sull'utilizzo di medicinali in grado di bloccare la sintesi ormonale o bloccare la trasformazione di tiroxina (T4, forma inattiva) in triiodotironina (T3, forma attiva).


Pubblicato il 12/02/2015

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