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SALUTE CHE FARE  

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Le Cefalee











La cefalea è uno dei disturbi più frequenti nella popolazione generale; è stato calcolato, infatti, che circa il 90% degli individui lamenta un mal di testa almeno una volta nella vita. Sebbene in un certo numero di casi, la cefalea possa risultare secondaria a patologie intracraniche o sistemiche anche severe, con possibile rischio per la vita, nella maggioranza dei casi il dolore è di tipo primario, non sostenuto cioè da alcuna patologia nota. Tra gli oltre 35 tipi e sottotipi di cefalea primaria l’emicrania è la forma di maggiore rilevanza clinica. La totale, seppur temporanea disabilità che un attacco emicranico può comportare finisce per avere un impatto rilevante sulla qualità della vita di chi ne soffre frequentemente. Ogni aspetto della vita quotidiana, dal rendimento lavorativo alle relazioni sociali e familiari, può risultare severamente compromesso e questo problema è avvertito da molti individui come ancora più insopportabile del dolore in sé. Per queste ragioni l’attenzione dei clinici e dei ricercatori al problema della disabilità indotta dalle cefalee primarie ed in particolare dell’emicrania è molto cresciuta negli ultimi decenni. Nonostante la sua gravità, l’emicrania è tuttavia un disturbo ancora poco conosciuto, frequentemente oggetto di errata diagnosi e spesso non trattato o sotto-trattato. Più di due terzi delle persone affette da emicrania preferiscono ricorrere all’utilizzo di prodotti da banco (aspirina, paracetamolo o ibuprofene) e non richiedono una consultazione specialistica. Nella gestione delle cefalee è però necessario, affiancare a modificazioni dello stile di vita, terapie farmacologiche sia di natura preventiva che sintomatica. Nella terapia sintomatica i farmaci di prima scelta sono rappresentati dai triptani che hanno rivoluzionato la gestione degli attacchi acuti, spiazzando i più comuni e meno efficaci analgesici; mentre nella terapia preventiva sono diversi i farmaci utilizzati, come i beta-bloccanti, calcio-antagonisti, antiepilettici, antagonisti della serotonina, etc. La risposta inadeguata, la tollerabilità, le controindicazioni dei principali farmaci sintomatici e preventivi, hanno condotto gli studiosi a ricercare prodotti alternativi e rimedi naturale che vadano anche a limitare gli effetti negativi legati all’abuso di farmaci.


Pubblicato il 12/01/2015
A cura della Dr.ssa Sheila Leone
Farmacologa




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