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SALUTE CHE FARE  

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Il Carciofo



























A cura di Riccardo Graziosi
Biotecnologo Industriale

Pubblicato il 07/07/2015

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Appartenente alla famiglia del cardo comune e originario dell’area mediterranea, il carciofo (Cynara scolymus L.) è diffusamente coltivato In Italia, Egitto e Spagna principalmente per uso alimentare e per le sue proprietà medicinali. Coltivato (cardo domestico) forse già nella Sicilia del I secolo, il suo uso era noto a greci e romani i quali, oltre ad apprezzarne il sapore, sembravano riconoscergli proprietà afrodisiache. 
Questa pianta perenne, oltre ad un contenuto apprezzabile di vitamine K, C e del gruppo B, possiede un potere antiossidante straordinariamente elevato, probabilmente dovuto alla presenza di numerosi derivati dell’acido caffeico come la cinarina, e di flavonoidi come la rutina. Il carciofo è impiegato per la sua attività positiva sull’apparato digerente, in particolare su fegato e cistifellea sui quali manifesta un effetto colagogo, facilitando cioè l’espulsione della bile a livello del duodeno, e un effetto coleretico, cioè stimolante la secrezione biliare da parte del fegato. La sua attività depurativa si è dimostrata efficace anche nel limitare gli effetti dovuti a dermatiti legate ad intossicazioni alimentari e alla sindrome dell’intestino irritabile, mentre estratti acquosi delle foglie del carciofo sembrano essere in grado di aumentare il rapporto tra colesterolo HDL (colesterolo buono) e colesterolo LDL (colesterolo cattivo), riequilibrando quindi la composizione e i livelli di colesterolo totale nel sangue.

Una piccola curiosità: la cinarina presente nel carciofo sarebbe in grado di inibire i recettori del gusto presenti sulla lingua, facendo sì che altri cibi e bevande sembrino avere un sapore più dolce.


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