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Il carcinoma uterino














Diversamente i tumori maligni, caratterizzati da un elevato grado di invasività nei confronti di altri organi ed apparati (per esempio polmoni, cervello, fegato, scheletro, ecc.) richiedono un approccio terapeutico oncologico specifico, spesso aggressivo, necessario per contrastare la proliferazione delle cellule neoplastiche e la loro diffusione metastatica. 

I tumori della cervice uterina sono classificati in base alle cellule da cui prendono origine e sono prevalentemente di due tipi: 
1. il carcinoma a cellule squamose (l'80% dei tumori della cervice) 
2. l'adenocarcinoma (circa il 15%). 

Nel carcinoma a cellule squamose il tumore deriva dalle cellule che ricoprono la superficie esterna della cervice, mentre nell’adenocarcinoma invece il cancro parte dalle cellule ghiandolari della parete interna della cervice. Infine, anche se meno comuni (3-5% dei tumori cervicali), esistono anche tumori della cervice di origine mista definiti carcinomi adenosquamosi.

Il tumore uterino è classificato in cinque stadi di gravità crescente secondo la più utilizzata stadiazione dell’International Federation of Gynecology and Obstetrics (Figo).
Stadio I: tumore confinato alla parete interna dell’utero con infiltrazione dell’endometrio e a volte anche parte del miometrio
Stadio II: tumore che infiltra la cervice uterina
Stadio III: tumore che si espande al di fuori dell’utero, ma confinato alla zona pelvica che infiltra per esempio la vagina
Stadio IV: tumore che infiltra vescica e/o colon retto con eventuale diffusione metastatica in altri distretti corporei periferici.

Diversi sono i fattori di rischio di sviluppo di carcinoma uterino: una crescita eccessiva dell’endometrio, l’assunzione di estrogeni, la menopausa dopo i 55 anni, l’assenza di gravidanze o menarca precoce (prima mestruazione) prima dei 12 anni.
Campanelli d’allarme sono rappresentati da sanguinamento vaginale anomalo, dolore durante i rapporti, sintomatologia dolorosa in sede pelvica o durante lo svuotamento difficoltoso della vescica. Va sottolineato come questi sintomi non siano caratteristici del tumore, ma riferibili anche ad altri problemi.

Gli esami da eseguire sono la visita ginecologica con ecografia pelvica ed eventualmente la biopsia (prelievo di tessuto per la ricerca di cellule tumorali).
Di norma viene eseguito anche il pap-test per verificare l’eventuale diffusione del carcinoma al collo dell’utero; inoltre possono essere prescritte analisi del sangue con specifici marcatori, tomografia assiale computerizzata (TC), risonanza magnetica nucleare (RMN) e radiografia del torace.

Esistono differenti terapie che vengono anche combinate:
intervento chirurgico: prevede la rimozione del tumore
radioterapia: utilizzo di radiazioni molto potenti utilizzate localmente per uccidere le cellule tumorali
chemioterapia: terapia farmacologica somministrata per via endovenosa, in grado di sopprimere le cellule tumorali, spesso utilizzata dopo l’intervento chirurgico per prevenire le ricadute
terapia ormonale: somministrazione di farmaci a base di progesterone (medrossiprogesterone acetato, megestrol) utilizzati quando il tumore colpisce l’endometrio (il progesterone blocca la proliferazione delle cellule tumorali dell’endometrio, sensibile a questo ormone).




Pubblicato il 26/10/2015
Oncologia-Ematologia-Salute-che-Fare-
salute-che-fare-oncologia-ematologia-carcinoma-uterino-
L'utero è l'organo dell'apparato femminile situato al centro della piccola pelvi, tra la vescica e il retto. Ha la forma di un imbuto rovesciato, costituito da fondo (la sezione più estesa posta superiormente), corpo (la sezione centrale dell'utero) e cervice (la sezione più stretta e inferiore collegata alla vagina). 
Le pareti dell’utero sono costituite esternamente da miometrio e internamente da endometrio.

L’utero può essere colpito da tumori di tipo benigno come fibromi e polipi, che in genere non costituiscono un pericolo per la vita del paziente. In questo caso il tumore circoscritto può essere trattato farmacologicamente o, se necessario, asportato chirurgicamente. 
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