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salute - nazionale

Su change.org 28 direttori di Dipartimento chiedono di rivedere il programma dell'evento programma

13-FEB-18 14:56

Milano, 13 feb. (AdnKronos Salute) - Dal mondo accademico si leva un coro di no alla diffusione di posizioni no vax durante il Convegno internazionale 'Le nuove frontiere della biologia', promosso dall'Ordine dei biologi in occasione dei suoi primi 50 anni e in programma il 2 marzo a Roma. In una lettera aperta che può essere sottoscritta sulla piattaforma change.org, 28 direttori di Dipartimento degli atenei di tutta Italia chiedono "con forza che il convegno celebrativo si tenga, ma solo dopo un'attenta revisione dell'attuale programma, che escluda opinioni e teorie che non hanno alcun supporto scientifico".

Così come si evince dal titolo, l'obiettivo dell'appuntamento dovrebbe essere quello di "presentare i reali temi delle 'Nuove frontiere della biologia' attraverso le più autorevoli e accreditate personalità scientifiche", osservano i docenti. Invece "l'evento rischia di trasmettere come 'Nuove frontiere della biologia' idee e teorie prive di alcuna credibilità e solidità scientifica, avvalorando così indirettamente messaggi distorti e pseudoscientifici".

"Sebbene il titolo del convegno non richiami espressamente il tema dei vaccini - si evidenzia nella lettera - il programma prevede relatori le cui pericolose posizioni contro i vaccini non solo non hanno trovato conferma, ma sono addirittura state apertamente confutate dalla comunità scientifica. Tra questi Luc Montagnier che, dopo aver meritato il Premio Nobel per la scoperta del virus dell'Hiv, sostiene oggi la correlazione tra vaccini e sviluppo dell'autismo, sconfessata ripetutamente dalla comunità scientifica". Il fatto di dare spazio a queste voci è per i firmatari dell'appello "estremamente grave", ed "è grave altresì che questo avvenga in un contesto ufficiale". Infine "è grave anche perché attraversiamo un momento di intenso dibattito politico, di forte attenzione e sensibilità dell'opinione pubblica verso tematiche medicalmente e socialmente molto rilevanti, circa le quali l'Ordine dei biologi ha il dovere di vigilare affinché non si alimenti confusione o false interpretazioni".

"Negli ultimi giorni - ricordano i direttori di Dipartimento - molti esponenti della comunità scientifica italiana sentono di dover levare pubblicamente le proprie voci di dissenso a quanto sta accadendo", e "alle voci di dissenso che finora si sono levate il presidente dell'Ordine dei biologi, senatore Vincenzo D'Anna, ha invocato la libertà di confronto e lamentato un clima da Inquisizione".

Ma i docenti fanno notare che "l'Ordine dei biologi, istituito con la legge 396/67, è responsabile della tutela del titolo professionale attraverso la vigilanza della buona condotta scientifica e professionale dei propri membri, nel rispetto delle regole condivise dalla comunità scientifica".

Quindi, secondo i firmatari della lettera aperta, il convegno va rivisto eliminando eventuali posizioni anti-vax. "Sarà il miglior contributo che l'Ordine potrà dare alla celebrazione del suo cinquantenario", concludono i professori.

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