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NEWS
22/12/2017, 12:15

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Probiotici,-dall’equilibrio-della-flora-intestinale-benefici-nei-pazienti-con-ipercolesterolemia


 Si dimostrerebbe efficace l’uso di specifici probiotici somministrati in quantità adeguate per controllare l’ipercolesterolemia moderata..



Si dimostrerebbe efficace l’uso di specifici probiotici somministrati in quantità adeguate per controllare l’ipercolesterolemia moderata o lieve e nel rischio cardiovascolare basso e moderato. A sostenerlo sono i dati presentati dalla Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) nel corso di un simposio a Firenze. Secondo Edoardo Felisi, docente del Master Prodotti nutraceutici al Dipartimento di Scienze del farmaco dell’Università di Pavia, i probiotici sono microrganismi vivi e vitali e, aggiunti ad alimenti o integratori, devono essere assunti in quantità adeguate, così da garantire l’eubiosi, cioè l’equilibrio della composizione qualitativa del microbiota intestinale, in grado di far funzionare correttamente l’organismo. Al contrario, la disbiosi è la perdita di questo equilibrio, determinato da una variazione qualitativa e quantitativa del microbiota intestinale. E proprio intervenendo sul microbiota si possono controllare diverse patologie sistemiche, a partire dal diabete di tipo 2, ma anche obesità, sindromi metaboliche e malattie infiammatorie del sistema nervoso centrale. In particolare, uno studio ha dimostrato l’importanza dell’assunzione di un probiotico specifico che agisce sulla riduzione dell’ipercolesterolemia e quindi del rischio cardiovascolare.  Si tratta di un nutraceutico contenente un probiotico e riso rosso fermentato che è stato somministrato in una popolazione con modesta o moderata ipercolesterolemia, pertanto soggetta a rischio cardiovascolare. I risultati della sperimentazione rivelano che il nutraceutico, rispetto al placebo, riduce il colesterolo cattivo (LDL) del 26% e il colesterolo non HDL (colesterolo aterogenico) del 24%. A detta di Paolo Magni, docente di Patologia clinica al Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell’Università di Milano, si tratta di un importante effetto sulla riduzione del rischio cardiovascolare, in quanto la colesterolemia totale viene ridotta del 17%. Entrando nel dettaglio, uno specifico nutraceutico - il Bifidobacterium longum BB536, uno dei ceppi ad attività probiotica più studiati - è in grado di rendere insolubile il colesterolo, che non viene così riassorbito a livello intestinale per raggiungere il fegato, ma viene eliminato nelle feci. Secondo i dati emersi dallo studio condotto dai ricercatori l’azione sinergica del probiotico, efficace nella riduzione del riassorbimento del colesterolo, e di un prodotto naturale che riduce la produzione di colesterolo come la monacolina K (ottenuta dal processo di fermentazione del riso rosso) si è rivelata altamente efficace. Una scelta strategica, conferma Gerardo Medea della Simg in Area metabolica, soprattutto nei pazienti con basso o moderato rischio cardiovascolare, purché non abbiano bisogno di farmaci.


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